Con Linda e Luca ...: Video Posts

sabato 7 gennaio 2012

La Skuola

Voglio ringraziare Annarita Ruberto,
insegnante con un percorso molto simile al mio,
per aver messo il video delle mani nel suo blog
e per aver voluto pubblicare anche il mio post con i pensieri sulla matematica a scuola.
Ciao Annarita, grazie.
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Da padre, oltre che da insegnante, il tema della scuola mi tocca da vicino.
Ed allora voglio riportare un mio post di qualche anno fa
in cui dipingo con chiarezza, mi pare, il mio punto di vista sulla scuola
ed in particolare sulla scuola media.
Nel post si riparla anche del "mostro" ... Ecco qua.

tipico atteggiamento pensoso di Luca
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Questo è uno dei miei post lunghi.
Un pensiero sul senso di quest'anno e della scuola in generale.
Come sempre e come è ovvio che sia:
sentitevi liberi di leggere o di non leggere
o di leggere una frase e saltarne molte altre.
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Per tutto l'anno, nel rapporto con voi a scuola, ho cercato di tirare fuori qualcosa di ineffabile.
Qualcosa che si fa fatica a raccontare a parole.
Qualcosa che non si sa nemmeno se esiste, se esiste oggi.
Ma qualcosa che potrebbe forse esistere domani.

Per tutto l'anno, nel rapporto con voi a scuola, ho considerato come unico scopo finale
fare emeregere quel qualcosa o almeno l'idea di quel qualcosa.
Per tutto l'anno ho anche cercato il nome per quella cosa ineffabile per cui vi ho fatto lavorare.

Non basta una parola forse.
Non basta una frase.
Non basta uno scritto.
Ne ho fatti 10, 100, 200 ... di scritti.
Ho scritto tanto per capire io stesso qual'è la parola che descrive
la meta della ricerca che abbiamo fatto quest'anno.

E' ovvio a tutti credo che non si tratta semplicemente di apprendimento di nozioni.
E' ovvio a tutti credo che non si tratta semplicemtente di apprendimento.
Si tratta anche di crescita ed evoluzione delle proprie capacità.
Ma questo è solo l'aspetto esteriore di un aspetto profondo molto più importante.

Ed allora concedetemi una lunga parentesi.

La scuola elementare ha il ruolo di dare ai bambini gli strumenti di base
(leggere, scrivere, fare i conti, disegnare, immaginare, dipingere, modellare, ...)
per affrontare il mondo. Ha anche il ruolo di abituarli all'idea che affinando le proprie capacità
si possono raggiungere mete notevoli.

La scuola superiore è già una scuola di indirizzo. E' una scuola che indirizza i ragazzi a specializzarsi
in ciò che hanno scelto ed è una scuola che seleziona i ragazzi che sono in grado di affrontare
una tale specializzazione. Chi non è in grado di dipengere, disegnare ed interessarsi alla storia dell'arte verrà respinto al liceo artistico.

Ma la scuola media che ruolo ha ?
Ho una risposta precisa per questa domanda, che non so se tutti accetteranno
e che rischia di essere provocatoria ma che per me è l'unica risposta possibile.

Il ruolo della scuola media è quello di imporre ai ragazzi l'indentificazione con i padri.
Ovviamente non è uno scopo che condivido ma è il ruolo che, secondo me, la scuola media ha
nei pensieri profondi e spesso sconosciuti delle persone in generale.
Ed è anche il ruolo che molti docenti, la maggior parte secondo me, si assumono.

Portare i ragazzi a fare ciò che è sempre stato fatto.
Portare i ragazzi a fare le cose come si fanno da duemila anni.
Portare i ragazzi a fare le cose esclusivamente per come si fanno in questa società.
Di più.
Portare i ragazzi ad avere su tutto i pensieri che la società ha.
Avere gli stessi pensieri dei padri.
Avere gli stessi pensieri dei nonni.
Avere gli stessi pensieri dei filosofi greci.
Specialmente per quanto concerne la realtà umana.

La scuola è la casa dei padri.
La scuola forma tanti padri uguali ai precedenti.
Ovviamente quanto detto vale anche per le superiori
ma si configura come particolarmente aspro alle medie che sono scuola dell'obbligo:
"hai l'obbligo di diventare come tuo padre".

Ma perché è così? O perché io credo, insieme a molti altri, che sia così?
Intorno ai 13-14 anni avviene qualcosa:
si diventa adolescenti (si diventa teen-ager, thirteen ... eighteen)
ossia, come di dice la parola, si comincia a divetare adulti
e si va incontro alla scoperta delle relazioni con l'altro sesso.

Ora il pensiero di questa società, da duemila anni almeno,
è che il dentro degli esseri umani sia pauroso, pericoloso, mostruoso.
Il pensiero è che gli uomini lasciati a se stessi fanno cose orribili:
uccidono e violentano.
E l'unica soluzione per evitare tutto questo sarebbe la ragione, la razionalità
che riporterebbe gli uomini sulla retta via.

Difronte ad uno scenario del genere, se non vogliamo vivere in un mondo terribile,
è necessario uno strumento che abitui i ragazzi
a farsi una identità della propria ragione e razionalità.
E' necessario uno strumento che tramandi il metodo, il pensiero,
le idee, il modo di fare. Che perpetui in eterno il contenimento
del dentro mostruoso degli uomini.
Uno strumento che sia sempre attento a non lasciare emergere il dentro orribile.
Che reprima l'insorgere del mostro.

Difficilmente qualcuno si pone il problema di verificare
se la teoria che il dentro degli esseri umani è tremendo e mostruoso,
è una teoria vera.
Difficilmente qualcuno si arrischia a mettere in dubbio
il pensiero millenario che dice che le cose stanno così.
Troppo pericoloso correre questo rischio. La storia racconta che
chi ha corso questo rischio è andato incontro a follia.

Ed allora lo strumento di imposizione delle identificazioni sui ragazzi
sembra diventare imprescindibile.
E, inutile dirlo, quello strumento è la scuola.
Ed in particolare la scuola media che cade, rispetto all'età dei ragazzi,
nel momento esatto in cui i ragazzi si lanciano alla ricerca della propria identità
tentando le prime separazioni dai genitori e scoprendo le prime relazioni con l'altro sesso.


Qualcuno tuttavia il rischio di verificare se le cose stanno davvero così lo ha corso.
Qualcuno è andato a vedere se è vero che il dentro degli esseri umani è così mostruoso e violento come si racconta.
E la risposta, secondo molti ormai, è che così non è.

Gli esseri umani si possono ammalare. Certo.
Il dentro degli esseri umani si può guastare fino a diventare estremamente violento e distruttivo.
Ma questa non è la normalità delle cose.
Questi sono solo i casi patologici (che vanno affrontati in quanto tali).

La verità delle cose sarebbe invece che
gli esseri umani non hanno bisogno della razionalità per autocontrollarsi.
Gli esseri umani hanno la possiblità di realizzare delle identità che vengono
dal profondo e che sono molto più forti, sane e capaci di quelle posticcie
appiccicate dalla ragione.
Non sarebbe, non è necessario imporre l'identificazione con i padri.
Non sarebbe, non è necessario avere gli stessi pensieri.
Non sarebbe, non è necessario fare le stesse cose dei padri.
Non sarebbe, non è necessario pensare il dentro degli esseri umani come è sempre stato pensato dai padri.

L'identità che può scaturire da dentro è molto più forte, strutturata e resistente.
E' un'identità umana, veramente umana, fatta di sogni, immagini, affetti.
E' un'identità non calcolata che finisce per avere un rapporto molto più
preciso con la realtà che ci sta intorno e con gli altri esseri umani.
E' l'identità  che tutti abbiamo immaginato ...
quando pensavamo alle nostre capacità, alla bellezza degli esseri umani, alla bellezza possibile del mondo ... quando eravamo liberi ed abbiamo immaginato tutto questo.

E' l'identità ineffabile della sanità mentale.
E' l'identità intoccabile che tocca con mano il dentro degli esseri umani.
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Se le cose stanno così
la scuola media è il posto giusto dove lavorare per
fare ricercare ad ogni ragazzo la sua identità unica e profonda.
E' la scuola media il posto giusto dove difendere sogni e immagini.
E' la scuola tutta il posto dove fare in modo che ciascuno
si realizzi in pieno, libero da imposzioni ed identificazioni antiche.


E' questa la cosa ineffabile per la quale ho, a tentoni, confusamente, ostinatamente ...
lavorato tutto l'anno.
E' questo che ho ed abbiamo provato a fare.
Liberare il potenziale umano.
Liberare il potenziale del dentro degli esseri umani e farlo diventare identità.
Senza la paura di andare per questo incontro al nulla.

E' per questo credo che voi ragazzi mi riconoscete qualcosa di unico.
Perché cerco di ascoltare e tirare fuori l'identità di ciascuno
al di là di ciò che la razionalità lascia vedere.

Un'identità basata sui pensieri non razionali.
Questo è il folle ineffabile che abbiamo provato a difendere.
Che diventa in questo momento non più ineffabile.

Mi scuso con chi non condivide la mia visione della scuola
ma non credo di essere mai stato intransigente o di avere imposto la mia visione.

guzman

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