Con Linda e Luca ...: Foto Video Posts

venerdì 10 giugno 2016

Snake


Ciao ragazzi!

Se avete voglia di continuare a fare esperimenti con Javascript e a mettere mano al vostro programma Snake, trovate qui sul blog sia tutte le schede di quest'anno che i vostri file di snake fatti a scuola.

Buon divertimento!!!

mercoledì 1 giugno 2016

Cabri Faded

Ecco il video di quest'anno.
Complimenti a tutti.
Sono molto contenta di aver lavorato con voi, siete belli!


venerdì 4 settembre 2015

La spiaggia dei tronchi smuove l'inconscio

Dunque, avevo in mente di raccontare vari momenti interessanti delle vacanze
ma gli impegni sono tanti in questo periodo per cui ne racconterò uno
e per il resto ci sono le foto.

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La spiaggia dei tronchi.

La capanna che abbiamo costruito noi.
C'è una spiaggia a Marina di Grosseto che mi smuove l'inconscio.
E' lunga un paio di kilometri ed io ne ho visti solo i primi trecento metri.
C'è una spiaggia a Marina di Grosseto che per come l'ho vissuta io
sembra rimandare a dimensioni inconsce.
E' una spiaggia selvaggia, fa parte del parco,
è viene lasciato che faccia il suo corso naturale.
La sabbia è piena di piccoli detriti naturali
mentre la spiaggia è piena di molte specie di piante, tra cui varie piante spinose,
ed è piena anche di molti tronchi di alberi portati dal mare.
Li vicino sfocia l'Ombrone che raccoglie molti alberi caduti
nel Parco dell'Uccellina e li porta nel mare. Il mare poi getta i tronchi lungo le spiagge.



E nel vedere e vivermi la bellezza di una spiaggia selvaggia
penso a come è bella la spiaggia piena di tronchi, legnetti e vegetazione.
Penso: come sono state ridotte male molte spiagge per farci gli stabilimenti balneari.
Ma soprattutto penso: mi sembra l'inconscio troppo spesso bistrattato,
allontanato, bloccato per la paura di ciò che potrebbe contenere.

Molte persone, con i tronchi degli alberi che si trovano sulla spiaggia,
costruiscono capanne. Capanne grandi e piccole. Di tutte le forme.
Anche noi ne abbiamo costruite due o tre.
Scavi una grande buca, ci pianti dentro un tronco grande a forma di Y,
blocchi bene il tronco e poi agganci alla Y tanti altri tronchi per formare
il tetto della capanna. Vengono bene, vengono belle
e funzionano: anche quando fuori il caldo è insostenibile,
dentro c'è l'ombra ed il fresco che sale dalla sabbia.

Questo rapporto diretto con la natura non domata
e questo trovarsi a costruire capanne, sentivo,
quando ero li, che mi rimandava a dimensioni umane antiche:
era come rivivere il momento in cui gli uomini abbandonano
le caverne e si inventano le "case".
Era come toccare con mano la creatività umana
che interviene nel mondo e fa comparire ciò che non c'era.



Due kilometri di spiaggia libera, selvaggia, piena di capanni.
Avrei voluto vederla tutta ma la passeggiata era troppo lunga per i nostri bambini
e non vi sono altre vie di accesso perché verso l'interno c'è il parco che la protegge.
Ne abbiamo visto una parte.

Camminare lungo quella spiaggia mi sembrava
rappresentare un tuffo nell'inconscio, un tuffo nella libertà.
E devo dire che in questo rappresentare un tuffo nella libertà
la spiaggia muoveva anche vaghi pensieri di bramosia o paura.
La curiosità di scoprire rischiava di sconfinare nella bramosia
di voler saltare i passaggi per riacquistare una dimensione perduta.
E veniva allora la paura di confondersi, di fare della libertà
il diritto a fare qualunque cosa scordando che
"la libertà è l'obbligo di essere esseri umani" (Fagioli).
Ma poi il rapporto con i bambini richiamava alla verità umana della vita:
la realizzazione sta nella disponibilità verso gli altri.















martedì 1 settembre 2015

Non muore d'inverno, rinasce d'estate


Abbiamo fatto un mese di campeggio minimalista. Siamo stati molto bene.
Ve lo racconterò piano piano.

Siamo partiti in treno con due bici, uno zaino grande, uno zaino da scuola 
ed uno zaino piccolino. 
Lo zaino grande conteneva tutto: i vestiti per 4 persone, 2 tende, 2 sacchi a pelo, 2 materassini.
Lo zaino da scuola conteneva: alcuni libri per i bimbi ed alcune medicine.
Lo zaino piccolino conteneva: il cibo per il viaggio.


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Gusci!!! Centinaia di gusci.

Gusci.

"Se fin'ora hai cantato, adesso balla".
"Non muore d'inverno, rinasce l'estate".

Decine di gusci su ogni albero. Ogni mattina.
Abbiamo preso a raccoglierli.
Decine di gusci di un qualche insetto comparivano ogni mattina alla base dei tronchi dei pini.
Ma anche su altri tipi di albero ed anche su staccionate, corde, tende, scarpe, fili d'erba.
Questo succedeva in campeggio.
E' la soluzione del mistero era semplice ma non ci avevo pensato: CICALE!!!
Dato l'assordante frinire di migliaia di cicale che sentivamo in tutto il campeggio,
tutti quei gusci dovevano essere delle cicale.


"Se fin'ora hai cantato, adesso balla" rispose la formica alla cicala che chiedeva
del cibo, nella fiaba di Esopo e poi di La Fontaine.
Ma Esopo mentiva perché la "la cicala che gode l'estate, non muore d'inverno, rinasce l'estate" (Fagioli).

Il campeggio è stato un corso dal vivo sulle cicale. Il disegno è mio.
La muta.
La muta della larva in immagine finale è un momento bellissimo ed abbiamo
avuto l'occasione di vederlo dal vivo.
Di solito avviene di notte ma ci è capitato di vedere una cicala che effettuava
la muta la mattina davanti alla nostra tenda.
Vedere la testa che esce piano piano dal guscio della larva attraverso la schiena,
poi tutta la cicala che esce fuori e lascia il guscio attaccato all'albero
ed infine le ali che si dischiudono per diventare grandi a partire da minuscole escrescenze,
è uno spettacolo della natura.
In particolare è bellissimo il processo delle ali trasparenti che si srotolano a partire da piccoli grumi sui lati della larva e mostrano via via tutte le nervature che indurendosi fungeranno da struttua.




Ciclo di vita.
Il ciclo di vita delle cicale è curioso.
Il canto delle cicale ha funzione di richiamo sessuale per le femmine (che non cantano).
Quando queste raggiungono il maschio ha luogo il corteggiamento e l'accoppiamento.
Dopo 24 ore le femmine depongono le uova fecondate su ramoscelli o sterpi.
Dalle uova, quando si schiudono, escono le larve che danno inizio
alla loro vita sotterranea. Possono restare sottoterra per vari anni
ed in una specie restano sottoterra per 17 anni.
Le larve sono prive di ali ed hanno due zampe anteriori adatte allo scavo del terreno;
giunte a maturità escono dal suolo e cercano un albero dove arrampicarsi ed effettuare la muta.
Attaccate alla corteccia dell'albero lasciano l'involucro ninfale (i gusci nella foto)
e piano piano dispiegano le ali per poi prendere il volo ed andare sulla cima degli alberi
dove vivono per qualche giorno o, al massimo, qualche settimana.
La cicala si nutre della linfa degli alberi e a tal scopo possiede una proboscide.

Si può vedere la proboscide. [Foto non nostra].

Curiosità.
In campeggio era frequente sentire delle microgoccie di liquido cadere dall'alto sulla pelle.
Alcuni dicono che sia la pipì delle cicale e comincio a pensare che sia in effetti così.

Nella specie di cicale le cui larve vivono 17 anni sottoterra, le larve escono dal suolo
tutte nelle stesso periodo ogni 17 anni.
Dato che poi tutta questa enorme quantità di cicale muore poco tempo dopo aver deposto
le nuove uova, il suolo si trova ad accogliere tutti corpi delle cicale morte
e questo crea dei cicli di 17 anni nella quantità e nelle specie di piante
che popolano i territori abitati da questa specie di cicale.
Non si sa come avviene che le larve riescano a contare i 17 anni
ed a sincronizzarsi sul periodo di fuoriuscita dal terreno.

Le larve di cicale hanno i condotti della pipì che confluiscono
verso le estremità delle zampe anteriori. In questo modo la pipì,
che esce dalle zampe, ammorbidisce il terreno e facilità lo scavare.

Mondi paralleli.
Ci sono tre mondi in pineta. Almeno tre mondi.
Uno al livello del terreno: con gli aghi di pino, le cortecce dei pini, il sottobosco, gli arbusti, i funghi, le formiche, gli animali del bosco che difficilmente si lasciano vedere ...
Un altro al livello delle chiome dei pini: con le chiome verdi, le cicale,
gli assioli (piccoli gufetti che si sentono cantare la notte quando smettono le cicale
e che vanno ghiotti di cicale), le ghiandaie (uccelli molto belli con una macchia di vivace blu sull'ala), ...
E poi c'è il mondo sotterraneo con le radici, le larve, le formiche, i vermi, ...
Questi tre mondi si incontrano raramente, almeno davanti agli occhi di noi umani.
I gufetti vivono sulle chiome lassù ed è raro vederne uno anche se di notte si riconosce benissimo il loro "chiuuu".

Le cicale, come i pini, collegano questi tre mondi.


Canto e verso
Nel parlare si dice, per esempio, "il canto delle cicale" ed anche "il canto dell'usignolo".
Ma forse dovremmo dire semplicemente "il verso delle cicale" ed "il verso dell'usignolo"
perché solo gli esseri umani cantano nel senso di produrre dei suoni
con solo scopo di cercare la bellezza e la melodia e senza seguire
una regola ed un comportamento prestabiliti.





ciao,
Guzman.


lunedì 22 dicembre 2014

Secondo e Terzo Anno.

Tre anni. Tre anni difficili. Abbiamo affrontato difficoltà enormi in questi tre anni
Abbiamo affrontato un primo anno in cui la prematurità si è fatta sentire
come irrequitezza, bisogno enorme di conferme, notti insonni sempre.
Noi abbiamo messo tutto il nostro impegno psico-fisico ma abbiamo spesso raggiunto
livelli di stanchezza che non credevo esistessero.
Nel secondo anno è arrivata l'oppositività dura (che ancora riemerge con una certa frequenza)
e la ricerca estenuante di una dialettica.
Con il secondo anno è iniziato anche un profondo lavoro interno
da parte nostra. Il secondo anno richiama per qualche motivo l'adolescenza
(autonomia, primi passi, ...) e ci ha costretti a rivedere quello che è stata la nostra adolescenza:
curare i fallimenti dell'adolescenza è un lavoro profondissimo a cui i bimbi ci
hanno costretto e ci costringono tutt'ora.
Il terzo anno dei bimbi è stato ancora un anno di fatica e dolore.
L'asilo nido (di mattina) è stato un impegno grande per i bimbi:
da un lato il nido li ha fatti aprire verso il mondo, dall'altro ha richiesto
loro uno sforzo enorme le cui conseguenze hanno poi costantemente riversato su di noi.
Il terzo anno è stato anche l'anno del mio tumore
che ha complicato tutto oltremisura e mi ha costretto ad affrontare
il passato ancora più a fondo.

Eppure. Eppure qualcosa abbiamo fatto.
Abbiamo lottato sempre per proteggere una ricerca
che tendesse a dare spazio alla realtà interna dei bimbi,
al loro linguaggio fatto di posture, corpo ed immagini.
Abbiamo lottato per fare un lavoro che cercasse una risposta di contenuto umano
da dare ai bambini. Piuttosto che dare una risposta solamente materiale e perciò anafettiva.

Adesso. Dopo tre anni di fatica estrema ci sembra di cominciare a vedere
che qualcosa abbiamo fatto. Qualcosa abbiamo protetto.
E forse non abbiamo fallito.

Forse abbiamo protetto il contenuto umano, l'identità, la vitalità, lo spessore
dei bambini. E ci sembra di cogliere tutto ciò nei loro gesti, pensieri, movimenti e parole.

Io e Maria Carla siamo matematici di formazione
ma forse teniamo più agli aspetti umani che a quelli logici.
Così facciamo anche in classe quando insegniamo a scuola
e la cosa bella e strana e che poi questo fa si che ai ragazzi
piaccia la matematica.



ciao,
guzman.



sabato 20 dicembre 2014

Libertà







ciao,
mc

mercoledì 17 dicembre 2014

Ritmi.

Tum Tum, Tatatà.

Luca ha imparato a fare questo ritmo battendo le mani.
Lo ha imparato all'asilo. E' un bell'asilo, c'è un bel clima disteso.
Vorrei pensare che parte della sua voglia di conoscere e imparare
viene dal nostro aver protetto e stimolato le sue possibilità.
Luca ama i libri e vuole sempre che qualcuno gliene legga tanti.

Linda invece disegna sempre meglio e nel disegnare sfrutta una complessità
e varietà di idee e strutture che mi lascia affascinato.
Linda ama le filastrocche, le storie ed suoi "bambini" (i bambolotti).
A Linda piacciono le cose da femmine: collane, smalti, braccialetti, ...
Linda ha una particolare sensibilità per il contenuto umano degli altri.
"Perché quel signore è arrabbiato?", "Perché quella mamma è brutta?" mi chiede.

Mi tocca nel profondo l'affettività che mettono in ogni gesto, in ogni azione,
in ogni decisione. Mi fa sentire di dover far tanto per loro.
Mi fa sentire che sono ancora tanti e grandi i passi che devo fare
per essere abbastanza sano da non sciupare il loro contenuto umano.
Per essere abbastanza sano da opporre rifiuti puliti quando sono necessari.
_______

E' stato un periodo impegnativo per noi.
Siamo al lavoro tutti e due ed i bimbi vanno all'asilo solo di mattina.
Insegniamo in una scuola per nulla facile ed usciamo stanchi dal lavoro.
La sera, dopo aver giocato tutto il pomeriggio con i bambini e dopo averli messi a letto,
ci troviamo alle 10 o alle 11 a dover preparare ore di lezione per il giorno dopo.
Andiamo a letto tardi ed i bambini ci svegliano ancora molte volte nella nottata
per il latte. La sveglia del mattino arriva come una mazzata.
Però i bambini stanno bene e questo ci aiuta a sforzarci
in attesa di ritmi meno estenuanti.
Stiamo anche provando a preparare le lezioni il pomeriggio
mentre i bimbi giocano da soli ma non sempre è facile.

Si tratta di tenere.
Lo sapevo a priori che si trattava di tenere.
Non fare vuoti. Non credere al vuoto.
Perché "arriva l'inverno, il lavoro importante, per dare a tutti un'altra estate".

Ritrovare i propri spazi, i propri ritmi, i propri tempi.
Dopo due anni con due bimbi piccoli
ed un anno con due bimbi piccoli ed un tumore da affrontare,
tutto è da reinventare adesso e spesso non viene facile.

Ma Linda cresce e racconta del suo interesse per gli altri.
Linda cresce ed è esigente, estremamente esigente, perché così è per natura e vissuto,
perché così l'ho voluta lasciar essere io.

E Luca cresce e racconta dei suoi interessi,
della sua libertà, dei suoi pensieri.
E' vitale Luca e così lo abbiamo lasciato essere.

Ed allora, forse, il vuoto passa perché non può esistere.
Il ricordo dei propri fallimenti umani lascia spazio
alla memoria dei bambini che eravamo
ed alla forza che avevamo nel far passato il passato
per affrontare con affetto il presente.
Perché annullare il qui e l'ora è la pulsione più distruttiva
per la mente dei bambini che si possa avere.

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Libertà.




Teatro.

Spazi.


foto fatta da Linda
Disegni.

Usando solo i disegni più interessanti di Novembre, abbiamo tappezzato una grande parete,
eccone una piccola parte:




Arrampicate.



Altre foto di Ottobre.
Altre foto di Dicembre.
[varie foto sono state fatte da Linda].

ciao,
guzman.










mercoledì 10 dicembre 2014

Mamma con bambina

"Mamma con bambina" di Linda.
La bambina è attaccata alla gamba della mamma mi ha spiegato Linda.


La "scritta" sulla destra è invece la firma.

ciao,
mc

domenica 16 novembre 2014

Idee pratiche

Come sapete, noi ci divertiamo a pensarle e provarle tutte
quando si tratta di cercare la strada per far bene con i bambini.
Anche se a dire il vero, non è propriamente vero che "le pensiamo tutte":
più semplicemente ci lasciamo trasportare dalla corrente.

In questo post, molto pratico, voglio raccogliere alcune delle idee
che abbiamo sperimentato per rendere la nostra casa stimolante per i bambini.
E quando dico stimolante non intendo dire semplicemente a misura di bambino,
ma effettivamente in grado di mettere i bambini in condizioni
di sviluppare le loro potenzialità.

- Niente specchio. Quando si tratta di arredare una casa per i bambini
tutti consigliano di mettere uno specchio in cui i bambini possono guardarsi.
"Lo specchio aiuta il bambino a trovare la sua immagine", ecc.
Niente di più falso secondo me. L'identità e l'immagine di se stessi,
quella che conta, viene da dentro, viene dai rapporti, non da fuori,
non c'entra nulla lo specchio.

- Niente porta del bagno (oppure porta aperta). Ne ho già parlato.
Per i bambini piccoli (sotto ai 3 anni) poter vedere cosa succede in bagno
è utile, importante, istruttivo. Non c'è niente di speciale da nascondere:
si fa pipì e popò.
Ed i bambini cominciano così a capire come si fa a fare pipì e popò,
da dove escono, come siamo fatti, ecc.
Adesso che i bimbi hanno compiuto 3 anni, la porta del bagno l'abbiamo messa
ed a loro, in effetti, del funzionamento del bagno non frega più niente
(adesso si interessano al funzionamento della serratura della porta).

- Tavolo basso. Per il primo anno di vita dei bimbi, abbiamo mangiato
con una tovaglia a terra insieme a loro. Poi abbiamo messo un tavolo basso per tutti (adulti compresi)
attorno al quale i bambini possono sedersi autonomamente: sono liberi di sedersi,
di servirsi, di mangiare, di andarsene, quando vogliono.


- I letti sono materassi. Per adesso i letti dei bambini sono semplicemente materassi in terra
(due grandi materassi a due piazze). In questo modo il letto diventa, di giorno, spazio per giocare,
per saltare, per fare capriole. I materassi possono essere spostati, tolti per lasciare libero tanto parquet oppure usati per fare capanne.
Un letto vero e proprio forse aiuta a dare raccoglimento al bambino ...
per il momento la possibilità di organizzare lo spazio secondo le esigenze
ci sembrava troppo bella.



- Parquet. Abbiamo parquet quasi ovunque, per poter giocare in terra comodamente.

- Pochi mobili, davvero mobili. Abbiamo ridotto i mobili all'essenziale.
Ci sono varie scaffalature aperte con molto materiale a portata dei bambini.
Ci sono vari cassoni con le ruote che si possono spostare a seconda dei momenti.
Per il resto abbiamo lasciato tanto parquet libero
dove si può giocare, ballare, correre, andare con i mezzi a spinta, rotolarsi, ecc.
Pensiamo che la possibilità di usare il corpo sia importante per i bambini.



- Parkour. Con i cassoni ci divertiamo spesso a creare dei percorsi
che di solito terminano con un grande salto sui loro materassi:
I bambini salgono dalla scala o dalla cassapanca bassa per andare sul cassone alto e poi saltare sui materassi.
(Il parkour, è quella disciplina spettacolare, ma pericolosa, che "consiste nell'eseguire un percorso, superando qualsiasi genere di ostacolo vi sia presente con la maggior efficienza di movimento possibile, adattando il proprio corpo all'ambiente circostante". Per gioco abbiamo preso a chiamare i nostri percorsi, parkour).

- Tutto (o quasi) alla loro portata. Quasi tutto è alla portata dei bambini. Certamente lo sono i loro giochi, i loro materiali, i loro vestiti. Ma anche il nostro materiale è alla loro portata. Abbiamo escluso
solo ciò che è veramente pericoloso come i coltelli molto affilati. Per il momento non è mai successo che abbiano sciupato qualcosa di noi adulti.

- Tanti libri ben esposti. I libri aprono la mente. Ne proviamo tanti. Quelli che atteschiscono di più li mettiamo (oppure li mettono i bambini) negli scaffali vicino ai letti che permettono di averli con le copertine ben in vista (vedi foto precedente). Avere il colpo d'occhio sui libri in uso al momento, rende molto più facile ai bambini avere voglia di prenderli e decidere quale prendere.

- Stanza dei giochi. Come avrete capito per il momento casa nostra sembra più un scuola materna che una casa. Abbiamo, per quanto ci è riuscito, cercato di rendere tutto accessibile ai bimbi.
Vi sono però due stanze speciali.
C'è una stanza che è riconosciuta come stanza di noi adulti: i bimbi vi hanno libero accesso ma sanno che è la nostra stanza in cui decidiamo noi adulti.
C'è una stanza dei giochi: gli adulti vi hanno libero accesso ma hanno imparato a capire
che in tale stanza decidono tutto i bambini. I bambini decidono come disporre i materiali (per lo più se ne occupa Luca), dove e cosa dipingere sui muri, quale sia la funzione dei giochi, ecc.


- Cupola.  Abbiamo messo nella stanza dei giochi una cupola per arrampicarsi. I bambini la adorano
ed è molto stimolante. Linda ha inventato molte posizioni e sequenze interessanti (capriole, testa in giù, ecc).

- Lasciare che lo spazio si organizzi da solo. Piuttosto che pensare la casa a priori, preferiamo lasciare che la casa cresca insieme a noi ed ai bambini. Preferiamo che la casa cresca da sola, piano piano, intorno alle esigenze ed alla fantasia di ciascuno di noi. Avremmo potuto arredarla secondo i soliti schemi fin dall'inizio ma ci è sembrato molto più stimolante lasciare a tutti la possibilità di provare a organizzare gli spazi.
Mi domando: è più sano e istruttivo organizzare e tenere la stanza dei giochi ben in ordine o lasciare i bambini liberi di gestirla come vogliono? Voglio dire, c'è più conoscenza dello spazio e delle sue caratteristiche da parte del bambino quando lo spazio è ordinato o quando è gestito dal bambino stesso?
E' una domanda che ci siamo posti onestamente. Però poi Luca ci dice che per lui gestire il suo spazio liberamente è molto importante e ce lo dice chiaramente, senza mezzi termini. Ed allora a noi piace ascoltarlo e pensare che se lui pensa così è perché sa che il suo ordine mentale è almeno valido quanto il nostro.

- Tanto legno grezzo. Abbiamo una casa in cui molti mobili sono di legno grezzo.
Questo rende possibile modificarli, colorarli, smontarli e riusarli in altro modo (la scala e lo scaffale con i libri, in una delle foto precedenti, sono fatti con legno riusato da altri mobili).
Quando i mobili sono di legno grezzo non ci si ammala perché i bimbi ci fanno un graffio o un frego.
Pensiamo che la casa sia un posto in cui poter vivere liberamente
e non che la casa sia un limite alla libertà della vita.

- Disegni, pareti, esposizioni. Disegnare è un'attività importante e bella. I bambini hanno sempre
a disposizione tanta carta, pennarelli, penne e matite, acquarelli, tempere.
Se non bastasse hanno a disposizione le pareti della stanza dei giochi dove disegnare e dipingere liberamente:



E se proprio uno non è contento può sempre disegnarsi addosso (come fa spesso Linda):


Da un po' di tempo abbiamo iniziato anche ad incorniciare ed appendere alcune delle loro opere alle pareti (vedere una delle foto precedenti). Questo fatto è piaciuto molto ai bambini.

Tane e nascondigli. A casa abbiamo varie tane e nascondigli: una piccola tenda da circo, un cassone in cui entrare, la cupola che può diventare rifugio quando coperta da un lenzuolo, ...
Tane e nascondigli sono importanti per la fantasia dei bambini in quanto legate all'idea di identità.
Penso in effetti che dovremmo crearne di più.

Niente televisione. Siamo da moltissimi anni abituati a stare senza televisore in casa.
Le serate vanno inventate.
Pensiamo che leggere, disegnare, saltare, giocare siano attività più interessanti
per un bambino di quanto lo sia stare seduti a guardare un cartone animato.
Non riesco bene a trovare la motivazione di fondo di questo pensiero ma so che questa
ruota intorno alle parole: passività, velocità delle informazioni, freddezza delle immagini,
solitudine, staticità del corpo.
Credo che tutto questo rimanda in qualche modo a una situazione di basso apprendimento
ma soprattutto, e questo è ciò che non mi piace, di bassa affettività.

Niente computer per adesso. Per motivi simili a quelli appena descritti per il momento
non abbiamo introdotto i bambini neanche all'uso del computer.
L'aspetto di passività può non esserci al computer e pensiamo che al computer
si possano fare delle attività interessanti. Tuttavia continuare a lavorare con carta, penna, colori, forbici, ... ci sembra ancora fondamentale per un bambino di 3 anni
per cui pensiamo che l'uso del computer può aspettare.
(Ho letto recentemente un articolo in cui si raccontava di uno studio che mostra
come la sempre più diffusa incapacità dei ragazzi di scrivere in corsivo
si traduce poi in incapacità di creare frasi e pensieri elaborati).

L'orologio delle attività. Abbiamo pensato di creare un orologio delle attività:


Abbiamo preso un orologio vero e funzionante ed abbiamo disegnato alcune
delle attività della giornata al posto dei numeri delle ore.
Abbiamo lasciato una lancetta sola così l'interpretazione dell'orologio è molto più diretta
ed ovviamente l'orologio sta alla loro altezza.

Era solo un'idea, un tentativo.
Ai bimbi è piaciuto tanto ed hanno capito come funziona.
In effetti è una cosa che ha grande interesse per loro: capire quando si deve andare a scuola,
quando si deve andare a nanna, ecc.
Via via crescerà.


La freccia della settimana. Analogamente a quanto fatto per l'orologio abbiamo tentato
una semplice idea anche per rappresentare i giorni della settimana
e per permettere ai bambini di orientarsi in questa direzione.


Si tratta per ora di un semplice foglio attaccato al muro con 5 pallini blu e 2 pallini rossi.
C'è poi una freccia adesiva per indicare il giorno in cui siamo.
Anche questa idea ha avuto più successo del previsto ed i bambini si sono affezionati al foglietto
sul muro perché permette loro di sapere tra l'altro quando si va a scuola e quando no.

Un esempio. Più di un anno fa Luca prese la scatola del trapano e mi chiedeva a cosa servisse.
Detto fatto ho preso il trapano ed ho fatto alcuni buchi in una cassapanca ed un paio di buchi nel muro. Avrei potuto farli in un pezzo di legno da buttare ma ho preferito farli
in posti dove rimanessero come ricordo.
Molto tempo dopo Luca trova tra gli attrezzi dello stucco e chiede a cosa serve:
abbiamo dato una spatola a Linda ed a Luca e li abbiamo lasciati tappare i buchi fatti in precedenza con il trapano.
Questa è una casa che si piega ai bisogni dei bambini.

Giochi. Abbiamo tanti giochi, cerchiamo di selezionarli bene, cerchiamo di comprare quelli più interessanti, stimolanti, fatti meglio ... Ma la verità è che abbiamo imparato
che i giochi non sono, almeno per i bambini piccoli, ciò che fa la differenza.
Credo di aver capito che ai piccoli ciò che veramente interessa sono gli spazi, i materiali, le simulazioni. E per simulare tutto va bene.


Dal basso verso l'alto.  L'altra cosa che facciamo è lasciare che la casa cresca da sola dal basso verso l'alto insieme ai bimbi. Per più di un anno l'unico spazio interessante era il pavimento.
Piano piano ci siamo alzati fino a raggiungere una settantina di centimetri e qualche piano di lavoro.
Adesso, molto lentamente, ci stiamo lanciando alla conquista delle pareti che avevamo sempre lasciato spoglie (tranne che nella stanza dei giochi dove erano tutte disegnate).


Questo facciamo.
Queste sono alcune delle cose che facciamo in casa.
Alcuni dei tentativi di far crescere bene i nostri bambini.
Perché, forse vale la pena di ricordarlo, si cresce una volta sola
e far crescere bene i bambini è più importante di tenere le pareti pulite.

Alcuni aspetti che abbiamo scoperto essere importanti sono:
spazio per l'uso del corpo, libri, disegno e manualità,
libertà dei bambini, non incanalare i loro pensieri e le loro azioni,

La casa siamo noi.
La casa siamo noi.
La casa siamo noi nel non cosciente.
La casa è l'abbraccio, il nostro abbraccio.
La casa è lo spazio dei pensieri.
La casa è la risposta psichica all'esigenza di crescere.