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mercoledì 16 novembre 2011

Microbi


Non immaginate giochi,
lunghi sorrisi,
lunghe veglie con lunghe interazioni.
Non immaginate grandi attività fisiche,
grandi movimenti o grandi esplorazioni del mondo circostante.

Immaginateli invece cosi.
Compressi, contenuti, a contatto.
Flessi, bloccati sui fianchi e sulla testa.
Cullati dal movimento del respiro più che dalla voce.
Bloccati nella possibilità di espandersi troppo e perdersi.
E senza eccessivi stimoli.
Immaginateli mentre aprono gli occhi per pochi secondi
per sbirciare la stanza o il volto di chi li tiene.
Immaginateli mentre aprono le braccia,
quando lasciati soli nel lettino,
alla ricerca di un appiglio e di qualcuno.
Immaginateli, per la maggior parte del tempo,
totalmente accoccolati
quando dormono,
preferibilmente in braccio,


Questo è ciò che i prematuri,
specialmente se di piccole dimensioni,
sono e richiedono.
Questo è ciò di cui i prematuri hanno bisogno.

Con i prematuri si è chiamati
a svolgere con continuità, per un certo periodo,
il ruolo di contenimento che avrebbe
svolto l'utero.

Tuttavia, nonostante i momenti di veglia siano molto ridotti,
e passino la maggior parte del tempo a dormire
(anche più del 90% del tempo nel caso di prematuri)

è sorprendente vedere quante cose imparino.

Riconoscono voci, suoni, stanze, posizioni, momenti particolari della giornata.

E più di tutto,
imparano a riconoscere,
il senso del suono delle parole
che gli vengono rivolte.
Calma, affetto, presenza, fiducia, ...







ciao,
guzman.

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