Con Linda e Luca ...: Video Posts

venerdì 10 febbraio 2012

4 Mesi - Appunti 20


In 4 Mesi. 


 Luca:

Linda:






La nostra passeggiata di oggi ..
Oggi abbiamo camminato parecchio: 4ore, 16km (senza contrare il tempo di 2 soste biberon).
Percorso: piazza beccaria, viale michelangelo, piazzale michelangelo, ponte vecchio,  piazza della repubblica, piazza beccaria, piazza della repubblica, ponte vecchio, piazzale michelangelo, viale michelangelo, piazza beccaria, sant'ambrogio, via degli alfani, via dei servi, duomo, via calzaiuoli, via pandolfini, piazza beccaria, casa!








  ingrandisci 

Era bel tempo.


Ovviamente al piazzale abbiamo fatto delle foto:

Speravamo di fare qualche foto per il concorso "Bimbi in fascia d'inverno",
ma non era una situazione invernale ...
[Per ora la foto più votata da spedire è la numero 3, contiamo di farne altre]

Al piazzale abbiamo conosciuto una ragazza con due gemelli, un maschio e una femmina:
Ciao, Sara.

E passiamo agli appunti di oggi.

Appunti 20.

Velluto.
La pelle di Linda è velluto.
Quando è in fascia è non la vedo bene
provo a mettere le dita dentro la fascia
per capire come è messa con la testa
ma quando tocco sento solo velluto
ed impossibile interpretare cosa si sta toccando.
Le guance sono velluto.
Le tempie sono velluto.
Gli occhi sono velluto.
La bocca è velluto.
Il mento è velluto.

I capelli sono velluto.
Un velluto diverso, questo si,
ma sempre velluto liscissimo.

Guardarsi tra fratelli.
Luca e Linda hanno preso a guardarsi, a cercarsi. 
Ai cambi invece di guardare chi li accudisce,
cercano di sbirciare verso la postazione accanto
dove sentono la voce, i suoni o i pianti del fratello o della sorella.
Hanno sempre saputo, io credo, di non essere soli
ma adesso hanno scoperto di poter osservare
l'attività reciproca.
Li mettiamo anche faccia a faccia varie volte:
Linda osserva un po' stranita,
Luca è incuriosito e intimidito
e cerca di capire, come sempre, se è il caso di fare i suoi "AhhOhh".
 
Promesso in video.
La nostra amica Alessandra ha filmato un video
nel quale prometto che non sarò geloso
quando Linda (fra molto credo) avrà i suoi fidanzati.
Il video sarà reso disponibile da parte di Alessandra
e potrà essere usato contro di me.
Ne sono contento.

Teoria.
Dopo tutti i miei studi tecnici,
ho fatto due anni di scuola per l'insegnamento (SISS).
Tra i corsi c'erano anche esami di Pedagogia, Psicologia, Sociologia ...
Visto che era una scuola per l'insegnamento
Mi sarei aspettato l'esposizione chiara
di quello che sono le conoscenze riguardo
alla realtà psichica di bambini e ragazzi, nei vari loro aspetti. 
Di modo che poi, da insegnante, avrei saputo orientarmi
difronte ai comportamenti dei ragazzi.

Falso.
Nulla di tutto ciò.
Nessuna esposizione chiara.
Nessuna indicazione precisa.
E soprattutto nessuna teoria coerente.

Perché?
Perché le teorie diffuse sulla realtà mentale dei ragazzi
sono teorie ottocentesche fallimentari
che palesemente non riescono ad essere usabili.
Questa purtroppo è la situazione.
L'accademia in questo settore (forse volutamente)
brancola nel buio.
[Ne scriverò ancora].

Psichiatria - La Fantasia di Sparizione.
Il bimbo nasce.
Viene investito da stimoli stressanti: luce e freddo in primis.
La traccia mentale del benessere fisico che percepiva nell'utero
lo spinge a cercare di ricreare quelle condizioni
ed a cercare di far sparire gli stimoli stressanti.
E' la prima istanza della fantasia di sparizione
e addirittura la prima istanza di pensiero specificamente umano
(perchè, nell'utero, checché se ne dica, non c'è vita psichica).

Ma cos'è la fantasia di sparizione e come funziona.
La fantasia di sparizione è stata scoperta e descritta dallo psichiatra Fagioli.
Mi arrischio a descriverla anche se non sono psichiatra
(ma è quello che più di ogni altra cosa avrei voluto fare ... [racconterò un'altra volta]).

Essa funziona cosi:
  • c'è una situazione angosciante o stressante,
  • fantastico di renderla non esistente,
    la penso non esistente nella mia mente,
    la faccio sparire nella mia mente
  • contemporaneamente faccio sparire il pensiero stesso di essere stato io a far sparire la situazione angosciante in modo da cancellare le tracce di quanto ho fatto,
  • conclusione: la situazione che mi angosciava non esiste più nella mia mente e siccome non sono stato io a farla sparire (almeno così io credo) non vi è altra spiegazione che pensare che la situazione non esiste veramente.
La pulsione che sostiene la fantasia di sparizione di chiama
pulsione di annullamento perché è una sorta di spinta ad annullare
parti della realtà, a fantasticarle non esistenti.

In generale attuare la fantasia di sparizione contro situazioni della realtà
è un comportamento patologico perché mette il soggetto
nelle condizioni di non rapportarsi con la realtà per quello che è veramente
ma con una sua visione alterata della realtà in cui certe parti sono sparite.
Ovviamente rapportarsi con la realtà senza vedere a pieno quello che è
non è una situazione sana.

Nello specifico dei primi secondi di vita tuttavia la fantasia di sparizione
gioca un ruolo fondamentale tutt'altro che patologico.
Essa permette, grazie all'annullamento della realtà materiale circonstante,
la realizzazione della prima immagine interna:
l'idea che debba esistere qualcosa di soddisfacente,
che ci debba essere qualcuno in grado di rispondere,
che ci sia un seno a cui attaccarsi.
E' questa prima immagine che costituisce la base per la vitalità umana
e per la sua identità.

In base a questa teoria il bambino quindi non sarebbe mostro
(come sostenuto da molte teorie tra cui quella freudiana che dice
che "il bambino nasce polimorfo e perverso")
ma sarebbe vitale ed in cerca di rapporti.

Se i rapporti non lo deluderanno
il bambino salverà la sua vitalità e sanità.
Se i rapporti lo deluderanno
il bambino (poi ragazzo e uomo) andrà in contro a rabbia, odio, malattia psichica.
[Voglio in futuro provare a parlare di alcune di queste dinamiche].

___________

Credo che sapere qualcosa di come funziona la realtà psichica sia importante.
Ho intenzione ogni tanto di scrivere qualche appunto a riguardo
per poter io stesso rivedere in dettaglio vari meccanismi di cui ho letto
ma che nello scrivere mi diventano più chiari.
Spero di aver descritto in maniera abbastanza chiara e corretta il meccanismo della fantasia di sparizione.
Si tratta di una dinamica psichica fondamentale la cui conoscenza
permette di interpretare molti aspetti della realtà umana.

E parlando di mostri ...


Colombre 5.
Eppure a guardarlo da vicino non era così pauroso.
A conoscerlo non era così terrificante.

La bocca mostruosa vista da vicino diventava un sorriso.
I quattro occhi diventavano meno strani.
I denti distanti diventavano comici.

A vederlo da vicino si scopriva che era buono. Simpatico. Alla mano.
Avrebbe anche voluto essere socievole. Stare con gli altri. Condividere idee, pensieri, giochi, passioni.

Ma il colombre faceva paura.
L'aspetto lo rendeva inquietante.

E forse peggio.
L'aspetto lo rendeva perturbante.

Il suo venir su dal profondo del mare,
il suo venir fuori da mondi sconosciuti,
il suo esigere uno sguardo nuovo per essere capito,
turbava gli animi degli uomini.

Avvicinarsi al colombre implicava mettere in crisi le proprie convinzioni.
Implicava rinunciare all'idea che fosse un mostro.
Implicava affrontare l'ignoto senza imbavagliarlo con immagini vecchie.

«Quanto mi hai fatto nuotare.
E tu fuggivi, fuggivi.
E non hai mai capito niente»

«Perché?» fece Stefano, punto sul vivo.
«Perché non ti ho inseguito attraverso il mondo per divorarti, come pensavi.
Dal re del mare avevo avuto soltanto l'incarico di consegnarti questo.»

E lo squalo trasse fuori la lingua,
porgendo al vecchio capitano una piccola sfera fosforescente.

Stefano la prese fra le dita e la guardò. Era una perla di grandezza spropositata.
E lui riconobbe la famosa Perla del Mare
che dà, a chi la possiede,
fortuna, potenza, amore,
e pace dell'animo.

guzman. 

Il colombre 
Il colombre 2
Il colombre 3
Il colombre 4
Il colombre 5


Quanti esseri umani fino ad oggi ?
Vi siete mai chiesti quanti sono gli esseri umani
vissuti fino ad oggi ?
Beh sono molti di più di quelli che normalmente si crede.

Gli esseri umani vissuti fino ad oggi sono più di 100 miliardi.
Per la precisione 107 miliardi, 602 milioni, 707 mila e 791,
includendo Luca e Linda.



mercoledì 8 febbraio 2012

Confronto - Appunti 19

Confronto ...
8 Febbraio - 5.5kg
28 Dicembre - 4kg

15 Novembre - 2kg
I bimbi pesano al momento circa 5.5kg adesso.
Le notti vanno decisamente meglio nel senso che i bimbi
richiedono di poppare molto meno frequentemente.
Pensiamo che se poppano abbastanza di giorno potrebbero fare anche delle lunghe tirate di notte.
Le cose vanno bene in generale ma i rari momenti di pianto dei bimbi
(Linda dopo mangiato e Luca quando ha qualche dolore)
mi producono ancora un certo nervosismo perché vorrei vederli stare sempre bene.
Al solito, ho imparato, l'unica soluzione è stare calmi e non essere bramosi.
Tra l'altro si avverte più forte di prima la voglia dei bimbi di stare
con noi solo per il gusto di stare insieme e guardare il mondo insieme.
Sono cresciuti come comportamento, calma, interazione col mondo.
Penso che siano in una fase di forte sviluppo cerebrale
che, come riposo, richiede anche lunghi momenti di rilassamento in compagnia.
Ci capita sempre più frequentemente con Maria Carla
di trovarci a ridere di gusto per cose qualunque,
segno del fatto che i periodi più impegnativi e di maggiore preoccupazione
stanno passando e del fatto che cominciamo a godercela davvero.

Tra l'altro mi piace il fatto che quando ridiamo forte con i bimbi in fascia,
loro non si fanno problemi e non si svegliano.
Accettano tutto delle nostri voci e dei nostri movimenti quando stanno in fascia.

Ed ancora un'altra cosa sulla fascia ...
Ne ho dette tante sulla fascia.
Ma forse non ho detto che la fascia crea uno spazio
che i bimbi riconoscono come proprio.
Uno spazio, per piccolo che sia, che gestiscono da soli
decidendo dove guardare, come tenere la testa, dove mettere le mani.
Nella fascia il concetto di spazio è molto meglio definito
che in un lettino o nella culla della quale i piccoletti non colgono i limiti.
In qualche modo è anche significativo che sia il genitore
ha definire il confine dello spazio del piccolo
e la sua separazione dal mondo esterno.

[Tenterò in futuro di dire delle cose
sui concetti di spazio e di tempo]

"Non è facile, ma spesso riusciamo ad addormentarlo ... "
"... al babbo".
ce l'abbiamo fatta ... ora dorme tranquillo!
(fa tante teorie e poi si addormenta lui invece di far dormire noi)
Microaggiustamenti.
E' curioso come i piccoli aggiustamenti facciano la differenza per i bimbi.
Magari sono li che si lamentano un po' e non riescono a dormire.
Uno li sposta un pochino, mette la guancia a contatto con la coperta,
ruota leggerissimamente la testa ... e zac, ritrovano l'equilibrio interno e magari dormono.
Micoaggiustamenti.
Talvolta hanno più effetto di grandi aggiustamenti che rischiano di svegliarli del tutto.

Automatismi.
Certe fasi della giornata sono scandite da automatismi ormai meccanici:
metti i bimbi a poppare, scalda l'acqua per il latte, sterilizza i biberon,
metti l'acqua per i the di Maria Carla (deve bere molto ),
metti la dose di polvere nei biberon ... ecc.

Sono fasi importanti e necessarie.
Che i bimbi, indirettamente, apprezzano.

Ma ovviamente, preferisco di gran lunga i momenti non meccanici della giornata.
Preferisco di gran lunga i momenti di vera interazione con i bimbi
quando si ha l'incertezza totale su quel che succederà. 

Commentando con Giovanna.
Riporto questo commento che ho scritto a Giovanna
riguardo al post sui sensi e sul dormire,
perché può avere un interesse.

Ciao Giovanna,
è già varie settimane che medito intorno a questo tema del dormire ...
Sono molte le cose che ho pensato e magari poi ne scriverò altre.
Il fatto è che uno si rende conto dell'importanza del dormire
ed allo stesso tempo di quanto può essere difficile per i bimbi
riuscire a farlo in certe condizioni ...

Riguardo ai 18 gradi bisogna proprio dire che i bimbi sono delle centrali nucleari ...
producono calore in quantità.
Per vari motivi:
- hanno ritmi accelerati per poter far crescere l'organismo,
- sono corti e quindi la circolazione sanguigna è molto efficiente,
- disperdono poco calore ...
- altri fattori che non so ...

Quando si hanno i bimbi in fascia ci si rende conto di quanto calore producano.
Anche con -10 gradi mi sono sempre messo solo la felpa sotto la giacca per uscire
perché Linda è un cappotto termico imbattibile.
Infine bisogna dire che io e maria carla siamo abituati a vivere
senza accendere il riscaldamento per cui i 18 gradi che vogliono i bimbi
ci sembrano normali :)


Cucchiani e DNA.
Riguardavo la foto che ho messo ieri, quella dei cucchiaini:


e mi faceva ripensare a quando faccio disegnare il DNA al computer
ai ragazzi di terza con Sketchup:


Vengono sempre bei lavori.
E mi piace interpretare DNA come "Disegnamolo Noi Adesso".

Vabbe, per dire, immagini che passano per la testa ed a cui sono affezionato.

"Lo so che ci sei"
Quando tengo Linda in collo, non mi guarda quasi più.
La cosa li per li mi dava da pensare.
Avevo voglia di interazione.
Poi ho capito il suo pensiero:
"lo so che ci sei, che mi arreggi ... ora fammi vedere il mondo".
Credo di non sbagliare nell'interpretare il suo atteggiamento.
Ci sono vari segnali che mi dicono che è quello il suo pensiero.

Mi commuovono i loro pensieri.
Il sistema locomotore è fortemente immaturo,
ma non per questo non hanno le idee chiare su tante altre cose.

"Provo con te ..."
All'inizio entrambe i bimbi dormivano solo su di noi.
Letteralmente SU DI NOI.
Noi facevamo da letto per loro.
E' andata avanti cosi per mesi.
Poi hanno accettato il letto ed ora gli piace tanto.

La stessa cosa mi sembra possa succedere con la sdraietta.
Per il momento preferiscono la sdraietta umana, che sono io (si veda la foto più in alto),
perché è più confortevole e rassicurante.
Quando vorranno passeranno forse poi alle sdraiette inanimate
sulle quali potranno comunque continuare ad osservare il mondo
(quando non lo osservano dalle fasce).

Per oggi basta ...
Ok, per oggi basta con gli appunti ...
Le altre note che ho preso le lascio sedimentare ...
così maturano e le scrivo quando sono pronte.

[Sono ancora tantissime le note prese]. 












Stimolare tutti i sensi ... e dormire

in palestra
ogni confezione di latte in polvere ... un cucchiaino.



Stimolare i nove sensi.
Questo post rischia di essere un po' noioso perché troppo teorico,
Diciamo che l'ho scritto per ragionare a voce alta (a parole scritte, dovrei forse dire)
e mi arrischierò in territori a me sconosciuti, con un nesso finale con l'informatica.


Dicevo l'altro giorno dei nove sensi.

Dicevo di come sia ovviamente importante stimolare i sensi per favorire la crescita.
Allora mi viene da pensare a quali sono le attività per stimolare ciascuno dei sensi.
Non sono chiaramente un esperto e parlo solo per quel poco che ho visto e provato,
se avete idee e consigli a riguardo sono bene accetti.

  •     La vista.
    La vista è stimolata durante tutto il giorno nelle ore di veglia.
    Però è possibile stimolarla anche mostrando cartoncini (o libri) con disegni schematici
    con molto contrasto. In questo modo si stimolano non solo la vista
    ma anche i processi di elaborazione delle immagini percepite.
  •     L'udito.
    L'udito è stimolato con continuità sia durante la veglia che durante il sonno.
    Le ore in fascia sono molto stimolanti per l'udito perché i bimbi stanno insieme a noi
    in mezzo al mondo.
    L'altro aspetto importante è parlare, cantare, fare ascolare musica.
    In questo modo si stimolano anche i processi di elaborazione dei suoni percepiti.
    I bimbi sono attratti in particolare dai toni più alti.
  •     L'olfatto.
    L'olfatto viene di solito trascurato.
    L'unico mio esperimento è far annusare il latte pronto ai bimbi mentre dormono:
    si mettono a ridere nel sonno.
  •     Il gusto.
    Troppo presto per i nostri ancora. Poi dovranno assaggiare via via tutto immagino.
  •     Il tatto.
    Ora che le mani cominciano a distendersi è possibile far accarezzare ai bimbi varie superfici
    e non solo fargli afferrare oggetti.
    I bimbi stimolano naturalmente il tatto durante la poppata sia al seno che col biberon. In quel momento infatti sono soliti accarezzare ciò che hanno a portata di mano.
  •     La termopercezione.
    Penso che uscire fuori e sentire il freddo sul volto sia stimolante per il senso della percezione
    delle temperature.
    L'altro aspetto importante è non tenerli troppo imbacuccati e troppo al caldo in casa.
    Al corso ci hanno insegnato che 18 gradi vanno benissimo.
  •     La percezione del dolore, del pizzicore e del solletico.Solleticare il bimbo quando ne ha voglia aumenta la sua sensibilità.
  •     La propriocezione,
    [Ricordo che la propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere
    la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli,
    anche senza il supporto della vista. In altre parole: io so come è messa la mia gamba anche se non la vedo.]
    Far fare al bimbo esercizi ginnici (strisciare, gattonare ....) è l'ovvia attività per stimolare questo senso.
    Ma anche massaggiare il bimbo oppure fargli fare ginnastica passiva sono ottimi metodi
    per stimolare la conoscenza del proprio corpo e la propriocezione.
  •     L'apparato vestibolare, o dell'equilibrio.
    Gli esercizi ginnici sono fondamentali anche per l'equilibrio.
    L'altra attività fondamentale sono gli spostamenti passivi del bimbo nello spazio:
    dondolare, vola-vola, testa in giù, ... e tutte i movimenti che vengono in mente.
    Ho notato che non ci sono movimenti spaziali non graditi ai bimbi
    se fatti con cura.
Addormentarsi.
Immaginate adesso che il bimbo ha allenato tutte le sue capacità
e che tutti i suoi sensi sono stati stimolati.
Il suo cervello in formazione si trova in un turbine di informazioni
che devono essere organizzate.
Ed ancor prima di organizzarle si trova a dover fare collegamenti sinaptici nuovi
che rendano possibile il dialogo tra aree diverse del cervello
per poter elaborare le informazioni.
In questo turbine di segnali e cambiamenti importanti del cervello ...
noi pretendiamo che si addormenti.

Quanto segue è una mia ipotesi: 
Gli stimoli che continuano ad arrivare dal mondo rendono
difficile trovare un po' di quiete per il nostro cervello.
Le possibilità sono allora due.

  • La prima opzione, quando possibile, è ridurre o abolire gli stimoli.
  • La seconda opzione, per certi organi di senso, è quella di stimolarli con del rumore di fondo che renda momentaneamente l'elaborazione delle informazioni percepite da quel senso, inutile.
Mi spiego meglio.
La prima opzione mi sembra ovvia:
abbassare le luci, non fare rumore, non cucinare, non solleticare il bimbo, tenere la temperatura stabile, non cambiare la posizione delle varie parti del suo corpo, non spostarlo ... insomma ridurre il più possibile tutti gli stimoli esterni.
Questa soluzione che sembra ovvia, e che ha la sua efficacia, ha il difetto di non riuscire a distogliere l'attenzione del bimbo da tutti i processi che stanno comunque avvenendo nel suo cervello.
Perché anche con gli stimoli ridotti al minimo, l'elaborazione delle informazioni ricevute in precedenza continua e questa intensa attività cerebrale, credo, può tenere il bimbo in uno stato di non rilassamento.

La seconda opzione, attuata anch'essa da sempre, è simolare i sensi con informazioni ripetitive o caotiche che sommergano momementaneamente tutte le altre informazioni in modo da distrarre l'attenzione e costituirsi come stimoli a bassa informazione.
Nel caso di stimoli ripetitivi la bassa informazione è costituita proprio dal loro essere ripetivi,
per cui l'informazione si ripete.
Nel caso di stimoli caotici la bassa informazione è costituita dal loro essere umanamente
privi di significato perché, appunto, caotici.
Mi spiego (seguendo un ordine diverso nella trattazione dei vari sensi):
  • Propriocezione.L'apparato locomotore è in pieno sviluppo durante i primi mesi di vita del bimbo.
    Questo fa si che al bimbo capiti di muovere incontrollatamente braccia e gambe perché il cervello sta affinando i meccanismi.
    Il movimento continuo di braccia e gambe risulta poi essere uno stimolo continuo per la propriocezione. E questo stimolo a sua volta può rendere difficile il sonno.
    Abolire lo stimolo significherebbe abolire il movimento di braccia e gambe
    e ciò coincide con la soluzione di fasciare il bimbo come facevano nel 1800.
    In alternativa si può cullare il bimbo in braccio facendo ciondolare gambe e braccia,
    questo creerà un movimento ritmico delle gambe e delle braccia che, in quanto ripetitivo,
    sarà percepito dal cervello come bassa informazione che non necessita di grandi elaborazioni.
  • L'apparato vestibolare, o dell'equilibrio.Anche in questo caso può essere difficile abolire lo stimolo perché i movimenti continui, involontari, del bimbo costituiscono accelerazioni percepite dal sistema vestibolare come informazioni.
    Anche in questo caso cullare e dondolare il bimbo costituisce una soluzione perché crea uno stimolo ripetitivo per l'apparato vestibolare che il cervello riconosce come stimolo a bassa informazione.
  • L'udito.Isolare tutte le sorgenti di suoni può essere difficile e più difficile ancora è rilassare il cervello che ha immagazzinato milioni di stimoli uditivi nell'arco della giornata.
    In questo caso lo stimolo ripetitivo o caotico è costituito, rispettivamente, dalle nenie, cantilene, ninna nanne, filastrocche, musica classica, ... oppure dal rumore bianco che i bimbi piccoli adorano perché in certo senso costituisce uno stimolo privo di informazione. ..
    Rumore bianco è anche quello che i bimbi percepiscono in fascia ... macchine, brusii, rumori della città ...
  • Tatto.Il tatto è sensibile alle variazioni di percezione. Se non ci sono variazioni allora lo stimolo tattile è nullo. In altre parole: non sento i vestiti addosso se non quando mi sfregano addosso.
    La fascia o la fasciatura rendono lo stimolo tattile sul bimbo pressoché nullo.
    In alternativa il dondolio tenendo il bimbo in collo crea uno stimolo tattile ripetitivo che, al solito, non stessa il cervello in quanto ha poca informazione.
  • Vista.La vista gioca un ruolo speciale. [di cui voglio riparlare]
    Chiudendo gli occhi è possibile abolire gli stimoli visivi.
    Ma la chiusura degli occhi arriva solo col sonno.
    Il dondolio ed il camminare facendo sempre lo stesso percorso costituiscono una possibilità
    per diminuire le informazioni che arrivano con gli stimoli visivi.
    In alternativa si potrebbe pensare di mettere i bimbi davanti a un televisore mal sintonizzato ...
    però l'idea non mi piace.
  • Gusto, olfatto non danno problemi.
  • Termopercezione. Non dà problemi se la temperatura è adeguata.
  • La percezione del dolore.Quando il bimbo ha dolore è difficile per lui dormire. In questo caso c'è poco da fare,
    tuttavia la fascia sembra essere lenitiva di molti dolori grazie ai massaggi che attua su tutto il corpo.
Riassumento:
- il cervello è sommerso di stimoli,
- l'elaborazione degli stimoli può diventare stressante,
- l'arrivo di nuovi stimoli può essere ancora più stressante,
- dormire in queste condizioni può essere difficile,
- l'importante allora è che gli stimoli che arrivano siano stimoli a bassa informazione
(nel senso informatico del termine secondo quanto definito dalla teoria dell'informazione,
ossia stimoli con bassa entropia), oppure stimoli con entropia altissima (ossia rumore)
ed informazione cosi alta da risultare umanamente inutile.

Per ogni organo di senso è possibile pensare ai casi di:
- stimoli nulli (nessuna informazione),
- stimoli ripetitivi con bassa informazione,
- stimoli caotici (con informazione umanamente inutile come nel caso del rumore).
Ciascuno di questi casi è un buon sonnifero.


Ascoltando il rumore del video si può notare come si tratti di un misto di ripetizione e caos.





oggi sull'arno ghiacciato


lunedì 6 febbraio 2012

Fuori anche col freddo

Aggiornamento.
Anche in questi giorni di freddo,
Continuiamo a uscire con i bimbi in fascia ...
Lo pretendono ...
Ci sono abituati
E non gli frega del freddo.

Le giornate sono ancora impegnative.
E non uscire le renderebbe ancora più difficoltose
perché senza uscire in fascia i bimbi fanno fatica ad addormentarsi durante il giorno.


Concorso fotografico.
Abbiamo scoperto che c'è un concorso di fotografia
il cui tema è: Bimbi in fascia d'inverno.
Senza grandi pretese contiamo di partecipare con una nostra foto ...
Il premio è un tipo speciale di fascia detto "mei tai"
(si tratta di un interessante incrocio tra la fascia ed il marsupio
che mette insieme i vantaggi di ciascuno:
aderenza della fascia, facilità del marsupio ...).

Stiamo allora provando a fare delle foto nelle nostre uscite in questi giorni freddi.
Ma ci sono varie difficoltà:
  • il freddo, ovviamente, che gela le mani,
  • il vento che non permette di mettersi nelle posizioni migliori per la foto
    per non esporre i bimbi,
  • il fatto che fa freddo ma è difficile mostrarlo nella foto,
  • la luce che non è delle migliori,
  • il fatto che nella foto si dovrebbe vedere
    Luca, Maria Carla ed uno sfondo significativo,
    ma non è facile far entrare tutto nella stessa inquadratura
    (si potrebbe fare anche una foto con tutti e quattro noi,
    ma allora la dovrebbe scattare qualcun altro ... )
  • la mia difficoltà ad assumere posizioni particolari per scattare la foto
    perché ho Linda in fascia ...
  • il fatto che i bimbi vogliono che noi camminiamo e non che stiamo fermi
    in un posto gelido giusto per fare una foto ...
In ogni caso abbiamo fatto un po' di prove
e se qualcuno di voi ha voglia di dirci quale sembra migliore per partecipare al concorso
ve ne saremo grati.

Foto 1:
si, quello dietro è ghiaccio ...
Foto 2:

Foto 3:

Foto 4:

Foto 5:

Foto 6:

Foto 7:





Per finire ecco altre foto di oggi che non c'entrano col freddo ...




La nostra vita sociale è molto ridotta in questo periodo,
un po' per scelta, un po' per il freddo, un po' per le difficoltà materiali ...
Voglio ringraziare Cristina e Giovanna che con i loro commenti
colmano il nostro bisogno di socialità.

ciao,
guzman.



domenica 5 febbraio 2012

Appunti 18.


Penso alla storia ...
Penso alla storia.
Non a quella dei libri.
Non a quella dei grandi condottieri.
Non a quella degli uomini,
nel senso di esseri umani di sesso maschile.

Penso alla storia delle donne.
Ed alla storia delle donne che hanno avuto figli.

Penso a come tenevano i figli
le donne nel Medio Evo.
Come tenevano i figli
le donne all'epoca degli antichi romani.
Come tenevano i figli
le donne dell'antico egitto.

Come li portavano a giro ?
Come ci giocavano ?
Quanto ci giocavano ?
Li stimolavano ?
Come li stimolavano ?
Cosa facevano quando il bimbo piangeva ?
Cosa provavano quando il bimbo piangeva ?

Penso a tutta questa storia che nei libri di storia non c'è.
Eppure il genere umano passa di là.
Non sarebbe sopravvissuto senza il lavoro (sommerso) di
tutte le donne che hanno cresciuto i figli.

Non so niente di loro.

Poi vado ancora più indietro.
E penso alle donne con i bimbi nelle caverne delle preistoria.

Ormai si sa,
erano loro che dipingevano sui muri.
Sono loro che hanno dato il via all'arte.

Vorrei immaginarle mentre allattano vicino al fuoco ...
Vorrei immaginarle mentre cullano i bimbi ...
Vorrei immaginarle mentre scambiano sguardi affettuosi con i loro cuccioli ...
sguardi affettuosi nonostante il mondo cirocostante anaffettivo.

Sono immagini che gridano forte
che la vitalità degli esseri umani
resiste a tutto.





__________

E' nel rapporto con la mamma,
nel primo anno di vita,
che si struttura l'identità ed il pensiero.


guzman.

L'inquadratura si allarga.
Via via che i bimbi crescono l'inquadratura si allarga.

Si allargano le inquadrature nelle foto:
perchè i movimenti dei bimbi diventano più visibili ed importanti.
Si allarga la cornice dei temi trattati.
Si allargano i loro orizzonti
quando fanno capolino dalla fascia per sbirciare
com'è fatto il mondo fuori casa.

Ancora una volta sulla fascia ...
Il punto di vista sul mondo di un bambino i fascia o nel marsupio
è molto diverso dal punto di vista di un bambino nel passeggino
o in carrozzina.
Una idea precisa ce la da il seguente video (in lingua straniera,
ma contano le immagini ed i suoni ...)





Col passare dei mesi la posizione dei bimbi in fascia è cambiata:
Siamo partiti con la fascia a culla,
siamo passati presto ad usare la fascia pancia a pancia (ma con le gambe dentro),
adesso stiamo passando ad usare la fascia pancia a pancia con le gambe fuori ...

Tutto da reinventare.
Sarà che fa freddo ed i ritmi sono diversi.
Sarà che fa freddo e lo sentono anche i bimbi.
Sarà che i bimbi sono cresciuti ...
fatto è che le poche certezze che avevamo sui loro ritmi veglia-sonno-pappa
sono in questi giorni andate un po' perse.
Vogliono mangiare più frequentemente
ma quantità più piccole e,
come se non bastassero le difficoltà,
cominciano talvolta a sfasarsi tra di loro negli orari di allattamento e biberon.
Luca chiede di mangiare spesso.
Linda a volte rifiuta di mangiare agli orari che sceglie Luca ...
E cosi passiamo giornate intere a metterli sulle poppe
ed a preparare biberon ...
Giornate e nottate ...

Speriamo sia effetto del freddo.

Mentre ...
Mangio un boccone ...
mentre lavo un biberon ...
mentre metto l'altro biberon a sterilizzare ...
mentre metto una pentola sul fuoco ...
mentre Linda dorme sul mio petto ...
mentre chiudo la busta della spazzattura che si è già riempita ...
mentre cercavo di scrivere un post ...
mentre cercavo di leggere un messaggio ...
mentre verso l'acqua calda in tre tazze di the per Maria Carla ...
che deve bere molto,
mentre allatta ...
mentre spiluzzica della schiacciata ...
mentre aspetta la cena che mangerà con una mano ...
mentre continuerà ad allattare ...
mentre pensa alla logistica degli incontri futuri con i dottori ...
mentre cerca di leggere i post che ho scritto e vedere la sua posta ...

Mentre una volta
eravamo soliti concentrarci
su una sola cosa per mesi.

Obbligo di scrivere.
L' "obbligo" di scrivere in questo blog
è molto importante anche nel rapporto con i bimbi.
Mi aiuta a pensare.
Mi costringe a pensare.
Mi aiuta a cecare idee,
a vedere problemi,
a cercare soluzioni,
a fare ipotesi,
a stare dietro ai loro pensieri.

Posizioni per dormire ...
I bambini hanno imparato ad addormentarsi in vari modi
a seconda dei momenti della giornata:
  • sdraiati (a pancia in su, come impongono adesso) sul lettone con noi accanto,
    vedi figura nella nota successiva,
  • entrambe su di me al mattino presto mentre li cullo sulla seggiola a dondolo,
  • in fascia, basta fare un passo fuori casa ...
  • cullati in collo il pomeriggio ... (ma non funziona quasi più).

La notte.
La figura successiva rappresenta come passiamo la notte.
I bimbi stanno al centro del lettone con le braccia stese
(credo lo facciano per allargare lo stomaco).
E noi rimaniamo sui bordi del letto in bilico tra dentro e fuori.



Comunque va già molto meglio rispetto a prima che non riuscivano a dormire sdraiati.
Adesso, varie ore sul letto, con le dovute interruzioni ogni poche ore,
ci sembra comunque un lusso.

Sono in due, quindi ...
Quando erano appena nati sembrava che l'interazione tra Luca e Linda fosse maggiore.
Adesso che possono vedersi e toccarsi non sembrano interessati a farlo.
Forse danno per scontata la presenza l'un dell'altra
ed attendono il momento in cui l'interazione potrà risultare costruttiva e stimolante.
In ogni caso vale ancora il fatto che ciascuno dei due può fare all'altro
quello che vuole e l'altro non se la prende in nessun modo
come se sapesse di chi si tratta. 
Tutto questo per dire che il fatto di essere in due
non sembra per ora aver giocato un grosso ruolo, per loro.
Sicuramente lo ha giocato per noi.

Maria Carla e Luca.
E' più forte di noi.
Maria Carla si dedica molto di più a Luca
ed io mi dedico molto di più a Linda
durante le varie fasi della giornata.
Ovviamente a me piace stare del tempo anche con Luca
ed a Maria Carla piace stare del tempo con Linda,
però dividersi un po' i bimbi alleggerisce
il carico psicologico. Si crea un certo feeling,
una certa intesa ...
mc e luca
Estremisti.
Io e Maria Carla siamo sempre stati degli estremisti.
In tutto.
In tutto quello che abbiamo fatto da soli ed in quello che abbiamo fatto insieme.
Nello studio, nella matematica, nei principi di vita, nei viaggi ...
Tanto per dirne alcune:
- la matematica deve essere pura ed inutile ... altrimenti non vale la pena di studiarla,
- niente macchina, mai
- niente mezzi a motore se non pubblici,
- lunghissime passeggiate tutti i giorni, di solito 15km in 3ore,
- ecc.
Questo nostro essere estremisti non nasce da posizioni ideologiche,
ma è più una fissazione psicologica.

Una volta siamo partiti da Terracina (Latina) in bicicletta,
con due bici normali, senza allenamento, con due zainetti da scuola e una tenda ...
e siamo arrivati, 20 giorni dopo, ad Agrigento:


Ci rendiamo conto che anche con i bimbi ci mettiamo in condizioni estreme:
niente ciuccio, niente passeggino, ecc ... però ci piace provare le cose a modo nostro.
Se poi non riusciamo per lo meno ci abbiamo provato.

















I nove sensi ... La slitta.

Linda a traino, stimolazione dell'apparato vestibolare.

Gli organi di senso nell'essere umano sono, almeno, nove.
Si, nove.
Sebbene a scuola si parli sempre solo di cinque.

I nove sensi dell'essere umano sono:
  •     La vista,
  •     L'udito,
  •     L'olfatto,
  •     Il gusto,
  •     Il tatto,
  •     La termopercezione,
  •     La percezione del dolore,
  •     La propriocezione,
  •     L'apparato vestibolare, o dell'equilibrio.
I primi sei della lista qua sopra sono i cosiddetti organi di senso esterocettori perché
sensibili a stimoli provenienti da fonti esterne vicine al corpo.

La termopercezione è l'apparato che ci permette di sentire le temperature
dell'ambiente circostante, grazie ai recettori nella pelle, e le temperature del nostro
stesso corpo, grazie ai recettori interni al corpo.


L'apparato di percezione del dolore ci permette di sentire il dolore
ma anche il pizzicore e il solletico.

La propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere
la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli,
anche senza il supporto della vista.
In altre parole: io so come è messa la mia gamba anche se non la vedo.

L'apparato vestibolare è sensibile alle accelerazioni e ci dà il senso dell'equilibrio.

______


Gli organi di senso sono ovviamente fondamentali per gli esseri viventi
perché permettono l'interazione con l'ambiente.

Gli organi di senso sono ovviamente cruciali nell'apprendimento:
non c'è apprendimento senza stimolo.

Gli organi di senso giocano un ruolo complesso durante le fasi di addormentamento
(di cui proverò a parlare prossimamente).

_______

Nella foto qua sopra io gioco con Linda a trascinarla su una "slitta" ...
Il gioco è nato per caso ma ho notato che Linda era interessata ...
probabilmente perché tale gioco stimola il suo senso dell'equilibrio,
così come avviene quando si cullano i bambini per addormentarli.
Ci tornerò su, perché la questione è molto più complessa di quanto possa sembrare,
almeno così mi pare.






venerdì 3 febbraio 2012

Appunti 17.

Linda mi aiuta.
Non so.
E' delicato.
E' difficile raccontare.
La verità è che Linda mi aiuta.
E' piccola, indifesa e, come tutti i neonati,
bisognosa di cure ed attenzioni.
Eppure mi aiuta.
Mi aiuta tanto.
Mi rende sano.
Obbligatoriamente sano.

Cura le lacune della mia identità.
Abolisce il mio bisogno di conferme.
Annoda il mio cordone prima che io mi dissangui.
Fa riemergere i miei fallimenti adolescenziali
per suturare le ferite e poi
mette da parte il mio passato definitivamente.

Non so come.
Non so perché.
Non so come ci riesce.

Sarà perché è piccola.
Sarà perché ha bisogno di me.
Sarà perché è bella.
Sarà perché è sana.
 
Sarà soprattutto perché è femmina.

Grazie Linda.
guzman.


Luca fa i dorsali ...

Linda spinge sul cilindro ...

Linda prova ad afferrare il gioco ...

A giro col freddo ...
 




Yakutsk.
Questo non c'entra con i bimbi.
Non direttamente.
Ma non mi ci sarei imbattuto se non fosse stato per loro.

Di notte, con Maria Carla, guardavamo le previsioni del tempo,
per cercare di capire quando saremmo potuti uscire senza troppo freddo o vento.
Ed ovviamente leggevamo del vento della Siberia.
Per curiosità allora ci siamo chiesti ... ma in Siberia adesso che tempo fa ?
Ho preso la cartina, ho scelto una città che mi sembrava in una posizione
particolarmente fredda e siamo andati a leggere le previsioni.

La città era Yakutsk.
La temperatura massima a Gennaio è intorno a -36°. La massima.
La minima può arrivare a -50° con un record di -63°.
Per fortuna nella cittadina l'aria non è molto umida,
ma solo perché è costantemente spazzata da un forte vento !

Ho scoperto poi che Yakutsk è la cittadina più fredda del mondo.

Ho voluto allora vedere qualche foto di questa città
ed ho trovato la seguente foto del mercato di Yakutsk che mi ha fatto
ridere per ore ... Osservatela bene ...

Il mercato di Yakutsk:


[Per la cronaca: indipendentemente dalle previsioni, stiamo uscendo tutti i giorni].

Scanner.
Gli occhi di Linda che guardano il posto dove gli capita di vivere,
sembrano un scanner.
E' molto calma in questi giorni
ed osserva ed immagazzina tutto.
I suoi occhi scorrono sui mobili,
sugli scaffali,
sul tavolo,
su tutti gli oggetti a portata della sua visione ...
e li scannerizza con calma, freddezza e lucidità.
Sta mettendo a posto le idee.
Si sta facendo una idea precisa
ed una mappa mentale di ciò che la circonda.

Apprendimenti.
I bimbi sono alle prese con vari apprendimenti.
I più evidenti sono:
- una visione più precisa degli oggetti,
- maggiore coordinazione occhi-mani (che viene allenata nella palestrina),
- maggiore capacità di strisciare a pancia in giù,
- e soprattutto, maggiore distensione nell'uso delle mani
che non stanno più solo chiuse a pugnetto. Hanno imparato
a distendere le dita e ad accarezzare alcuni oggetti o provare ad afferrarli.
Questa capacità sembra essere stata stimolata
dall'uso delle mani che fanno quando poppano al seno.

Stimoli variati.
Per certi versi la ripetizione aiuta i bimbi piccoli
a trovare dei punti di riferimento.
Per altri versi quando sono molto piccoli
hanno ancora bisogno di stimoli molto variati
perché tutto è da scoprire e sono molto curiosi ed ingordi nel volerlo fare.

Energia [Ancora Pavlov].
Dopo aver tanto parlato di Pavlov,
coincidenza vuole, che ieri per strada abbiamo
trovato un addestratore di cani all'opera con un cane da addestrare.
La cosa che sorprendeva era l'energia
e la velocità di pensiero che l'addestratore doveva mettere
per stare al passo con ciò che passava per la testa al cane:
ogni macchia per terra, ogni persona nei paraggi,
ogni veicolo di passaggio ... tutto doveva essere tenuto
sotto controllo dall'addestratore per poter mandare i giusti segnali
al cane ed ottenere sempre più il condizionamento voluto.

Ora, ho già detto che non piace ridurre il rapporto con i neonati
a una visione Pavloviana,
però l'energia e la velocità di pensiero richieste
per rispondere ai loro pensieri è paragonabile
a quella dell'addestratore all'opera.

... Appunti ...
Quando penso che mi sto mettendo in pari con gli appunti,
ne arriva un'altra valanga di cui parlare ... 
Aspetto con ansia il giorno in cui sarò in pari
e potrò scrivere con più calma.
Ma temo, essendo i bimbi la sorgente di questi appunti,
che mettersi in pari con la loro crescita sia impossibile.

Ancora sulla fascia ... Pudore culturale.
Ieri, nonostante il freddo, siamo usciti con i bimbi in fascia.
Li abbiamo coperti un po' di più
ma in ogni caso loro ci stanno benissimo e dormono beati.

Il fatto che l'uso della fascia sia così poco diffuso mi dava da pensare
e mi veniva il pensiero che ci sia una sorta di pudore culturale.
La fascia rende il rapporto tra genitore e bimbo
molto molto intimo
e portare i bimbi in fascia espone questo rapporto al mondo.
Ho avuto la sensazione che per la nostra cultura
mostrare così tanto un rapporto così intimo
porti a forme di pudore ...
Il bambino si può coccolare quanto si vuole
ma solo tra le mura della casa.
Fuori il rapporto deve essere più asettico.

Più diffuso è invece l'uso del marsupio
che (sebbene io adori moltissimo anche il marsupio)
mette il bimbo meno a contatto con il genitore
ed offre quegli automatismi teconolgici
che la nostra società adora.

Il bimbo ciondola di più nel marsupio
e la sua testa tende a pendere un po' all'indietro
aumentando la distanza dal genitore
(e facendo per altro molta leva con il suo peso).

Osservavo infine che chi usa il marsupio
tende a metterlo molto basso.
Io credo che il bimbo dovrebbe stare molto più
sul torace che sulla pancia
sia dal punto di vista ergonomico che dal punto
di vista affettivo.

Link ai post dove ho parlato della fascia:
Appunti 2 (Ciuccio - Nella Fascia )
Appunti 6 (Ancora sull'uso della fascia)
Appunti 13 (Attendo di uscire - Apprendimento inconscio)
Appunti 14 (Ancora sulla fascia)

Qualcuno mi deve spiegare ...
Oggi faceva molto freddo.
Saremmo stati volentieri a casa.
Ma i bimbi "hanno chiesto" di uscire:
non c'era verso di farli dormire
ed eravamo certi che appena messo piede fuori casa,
stando nella fascia si sarebbero addormentati.
Funziona sempre.
E' l'unica cosa su cui possiamo contare sempre.
Abbiamo provato ad ingannarli camminando nell'androne del palazzo senza uscire,
ma non funziona.
Sarà l'ossigeno, il fresco, il rumore delle macchine, la luce diversa,
riconoscono benissimo quando sono fuori
e solo fuori casa si addormentano.
Qualcuno me lo deve spiegare. 

Tutto quello che dirai ...
Quando do il latte a Linda
c'è sempre un momento in cui Linda
assume una sguardo che dice
"tutto quello che mi darai d'ora in poi,
potrà essere rigurgitato contro di te ..." 


Il Colombre 4
Il colombre è l'animo umano.
Il colombre sono i sogni che vengono la notte.
Il colombre può fare paura.
Il colombre non c'è nei libri di scienza.
Il colombre sono io.
Il colombre è ogni essere umano.
Il colombre è dentro di noi.
Il colombre sono tutti gli esseri umani.
Il colombre è tutt'uno con gli uomini che non lo rinnegano.
Il colombre è tutt'uno con chi lo avvista.
Il colombre è l'animo umano.
Incomprensibile ai più.

Viene su dal profondo.
Emerge. Ci cerca per dire la sua.
Può fare paura ma è in grado di dare la calma e regalare la vitalità.

Il colombre sembra mostruoso.
Il colombre è intelligente.
Il colombre porta una perla.


Il colombre è dentro di noi.
Il colombre è il dentro di noi.

Il dentro degli esseri umani.

guzman.






Non penso più - Appunti 16.

Non penso più.
Non penso più.
Si, esatto, non penso più.
Eseguo e basta.
Quello che si deve fare, faccio.
A tutte le ore del giorno e della notte.
Preparo, pulisco, accudisco.
Non c'è tempo per pensare.
Non c'è tempo per fermarsi.
Non ci sono energie per pensare.
Meglio lasciarsi guidare dal corpo.

Oppure no.
Non è vero.
Penso più di prima.
Penso sempre.
Penso a tutte le ore del giorno e della notte.
Solo che penso in maniera diversa.
Lascio che sia il mio inconscio a pensare.
Lascio che i pensieri fluiscano liberamente.
Senza restrizioni razionali.
Senza paletti.
Senza impedimenti che ne aumentarebbero gli attriti.

Il pensare inconscio non consuma energie psichiche.
Le regala.
Il pensare inconscio è simile a quello dei bambini
in cui il movimento del corpo e ripercussione diretta
di pensieri fatti di immagini anzi che di parole.

Si, penso sempre.
Lascio che la mia mente vaghi.
Lascio che la mia mente si rinforzi.
Lascio che la mia mente guardi gli angoli
oscuri e le stanze soleggiate.
Nel vagare da sola
acquista sicurezza e fiducia.
E supera i suoi stessi momenti di crisi.
Non si vergogna dei suoi errori perché servono a crescere.
Non necessita di conferme perché le trova nel rapporto con il mondo.

Il pensare inconscio è simile a quello dei bimbi.
Senza inutili elucubrazioni razionalistiche.
Il pensare inconscio mi riporta alla mia infanzia felice
prima di ammalarmi.
Il pensare inconscio mi riporta al primo anno di vita
fatto di immagini senza parola
e di parole senza immagine.

Voglio lasciarmi trasportare da questo fiume di affetti e colori.

Non chiederci la parola.
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe
, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
Perduto in mezzo a un polveroso prato.
Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Non chiederci la parola (Eugenio Montale da Ossi di Seppia 1923)

Mi è capitato di reimbattermi di recente in questa poesia di Montale
e mi piaceva metterla qua. E' sempre bello Montale.

Crema pasticcera.
Immaginate di sopravvivere mangiando un kilo di crema pasticcera la giorno.
Un kilo di crema pasticcera al giorno e nient'altro.
Ed immaginate di andare avanti così per mesi o anni.
Oppure immaginate di vivere mangiando una bistecca di un kilo e mezzo ogni tre ore.
Si, una bistecca di un kilo e mezzo ogni tre ore.
Ed immaginate di andare avanti così per mesi o anni.

Ecco, questo è ciò che fanno i neonati.

Ho assaggiato il loro latte in polvere.
E' dolcissimo e stucchevole.
Sa davvero di crema pasticcera.
Ed i bimbi al momento ne mangiano quasi un kilo al giorno.
Un kilo di crema e nient'altro.

Ho fatto il conto.
Le loro poppate di 150grammi ogni tre ore ...
corrisponderebbero per noi
a mangiare una bistecca di un kilo e mezzo ...
ogni tre ore.

Chi vuole provare e libero di farlo.

Riconoscere gli orari. Ritmi circadiani.
E' sorprendente la capacità dei bimbi di riconoscere gli orari del giorno
e della notte e di cambiare comportamento a seconda dell'orario.
Dopo la poppata del mattino presto vogliono stare con me,
o per lo meno cosi li abbiamo abituati per lasciare a Maria Carla del tempo da sola.
Alla poppata successiva vogliono uscire di solito.
I momenti dopo le due poppate successive sono i più delicati
ed i bimbi si mostrano più irrequieti e fanno fatica dormire.
Di solito risolviamo in vario modo: bagno in vasca stile piscina,
oppure uscita in fascia, oppure giochi nella palestrina.
Le poppate dalle 6 del pomeriggio fino alle 4 di notte vengono riconosciute
come poppate notturne ed i bimbi assumono la modalità notturna
che è molto più tranquilla e gestibile. Si tratta di dedicare un po' di pazienza
e lasciare che si addormentino sopra al nostro letto ma in uno spazio da soli.
Più lavoro di organizzazione.
Via via che i bimbi crescono aumentano i tempi di organizzazione.
Ho meno tempo per scrivere
perché mi trovo a leggere, studiare e documentarmi in rete
sulle varie attività utili per i bimbi di questa età.
E siccome la rete è grande e le attività possibili sono moltissime
ci vuole parecchio tempo ... 
ma finalmente, se non altro, ho ritrovato la capacità di farlo.

In ogni caso, continuerò a scrivere.
Sento che è importantissimo.

Il Colombre 3


Hic sunt leones.
Qui ci sono i leoni.
Scrivevano i romani in corrispondenza di zone inesplorate.
E la frase non stava ad indicare una conoscenza precisa ma il fatto che non si sapeva cosa si trovasse in quelle zone sconosciute.

Lo sconosciuto, l'ignoto, il nuovo, l'inesplorato hanno spesso portato gli uomini a temere di trovarci mostri e belve.

Nelle terre sconosciute ci sono le belve.
Nei mari sconosciuti c'è il colombre.
Nei pensieri sconosciuti degli uomini ci sarebbero i mostri.

Non c'è nave che basti. Il colombre ti segue.
Non c'è arma che basti. Il colombre non muore.
Non c'è tecnica che basti per affrontare il colombre.

Anzi.
Più gli uomini fuggono dal colombre con velieri veloci e più che il colombre li segue.
Più gli uomini lo cacciano con funi ed arpioni e più che il colombre diventa forte.
Più gli uomini tentano di conquistare il mare sconosciuto con la scienza delle loro navi
e più che il mare diventa del colombre.

Ed il colombre resta solo.
Solo nell'immensità e nella profonodità del mare.
Solo con la sua perla, agli uomini sconosciuta.


Sconosciuta agli uomini perché non basta la scienza.
Non basta il calcolo ad affrontare il colombre.
Non basta il ragionamento.

Per affrontare il colombre serve il coraggio di non credere ai mostri.
Serve il coraggio di non credere che le zone sconosciute sono piene di leoni.
Serve il coraggio di ascoltare ciò che il colombre ha da dire.
Ed allora si scopre che il colombre porta con se qualcosa.

Il mare, immenso e profondo, appartiene a colui che avvista il colombre e non fugge.

La calma profonda, la certezza dei pensieri, l'intuito e la vitalità
appartengono a chi non teme il colombre.
A chi non teme i mostri dell'animo umano,
perché sa che i mostri dell'animo umano non esistono
e che, quando esistono, si possono affrontare.

Il colombre è un pesce di grandi dimensioni.
Spaventoso a vedersi.
Estremamente raro.
I naturalisti lo ignorano.
Qualcuno persino sostiene che non esista.

guzman.

Quanti appunti !
Prima che nascessero i bimbi
non avrei certo pensato che avrebbero scatenato
un fluire cosi grande di pensieri ed osservazioni.
Non pensavo certo che fosse possibile riempire 
varie pagine ogni giorno con riflessioni
collegate con la loro crescita, sviluppo e rapporto con noi.
Sono felice che sia cosi.

Altro video di "ahhohh" ...
Luca nel frattempo è andato avanti con i suoi vocalizzi.
Esegue molti tipi di varianti sul tema di "ahhohh" e "nghè",
componendoli e modificandoli in tutti i modi.
Ogni tanto introduce i suoni "e", "k", "b".  
[Qua c'è un altro video di "ahhohh" di tempo fa]

Dove c'era una pancia ...

 
Grazie ad Elisa.
Elisa mi ha scritto quanto segue.
Volevo ringraziarla perché mi rende felice sapere
sapere che quello che scrivo ha un senso anche per altri.
"Caro Guzman,
oggi volevo proprio ringraziarti per la generosità con cui "ti sei dato"
sia dal punto di vista professionale
(da te ho imparato un sacco di cose da poter fare in classe con i miei ragazzi)
sia dal punto di vista umano,
che poi per me è la stessa cosa;
ormai vi sto seguendo da un pò di tempo
(all'inizio per la matematica ed ora per tutto il resto!)
e ogni giorno un pensierino va a questa bella famiglia che sta crescendo,
sempre in movimento e sempre in discussione.
Condivido un sacco di tuoi pensieri (sono mamma di 3 bimbe),
mai scritti come fai te,
ma sospesi tra testa e cuore ... 
grazie ancora e tanta buona strada!
Elisa"

ciao,
a domani,
guzman.




mercoledì 1 febbraio 2012

Sequenze fotografiche

Sequenza 1: Svegliarsi !






Sequenza 2: Sempre insieme !







Sequenza 3: Il Bacio !



ma non finisce come pensate ... :D  



Altre foto di oggi:
l'astronauta
le loro giacchette dove appendiamo le nostre mi fanno tenerezza ...

ciao, ciao,
a domani,
guzman.


13 Anni

[Non ho foto oggi.
E come sempre, quando non ho foto,
ho un racconto lungo del difficile passato]

_______________________________________
 
Poi vennero gli anni in cui i cieli diventarono sempre grigi.
Non pioveva e non c'era il sole.
Il cielo era sempre uguale, di un grigio uniforme, ne chiaro ne scuro
che si estendeva su tutta la volta.
Non era grigio chiaro come qualcosa di leggero e passeggero.
Non era scuro come quando è carico di rabbia o di cattivo umore.
Il sole non esisteva più.
Probabilmente non era mai esistito.

Il fallimento allo svezzamento,
il fallimento nel rapporto con i genitori,
la caduta dalle braccia della madre,
erano diventati negli anni
difficoltà di rapporto con la realtà.
A 13 anni, la scoperta dell'altro sesso,
causò la crisi insostenibile.
L'identità interna non era sufficiente
a reggere il rapporto con le ragazze.
Avrebbe dovuto maturare di più,
avrebbe dovuto strutturarsi di più,
trovare forza, sicurezza, coraggio.
Ma così non era stato ed adesso
l'insicurezza nel rapporto con le ragazze
diventava crisi ed aggressione del rapporto con la realtà.

L'isolamento e la solutidine diventavano
sparizione del mondo femminile
e nascondevano il terrore della delusione
ed il terrore del vuoto interiore.
La fantasticheria sostituiva i tentativi di rapporto
e copriva il mondo di una coltre nera, appiccicosa e soffocante.
La fantasticheria era la malattia stessa
ma si mascherava da innocuo placebo.
Si mascherava da fantasia raccontando
che pensare la realtà diversa da quello che è
fosse fantasia.
Ma non era fantasia dal momento che non interagiva
con il mondo. Ne creava uno diverso.
Sconnesso, avulso, separato, dissociato.

La fantasticheria era un tarlo della mente.
Si camuffava da pensiero e pensiero non era.
Era acido corrosivo per i neuroni.
Era droga che uccide le cellule del cervello
e dà dipendenza.
Era impossibilità di ritrovare il coraggio
di affrontare il rapporto
con il profondamente sconosciuto e perturbante corpo femminile.
La fantasticheria erano ragazze bellissime
ed innamorate di me.
Senza fatica, senza rapporto, senza preamboli,
senza ricerca, senza tentativi, senza corteggiamento,
senza problemi ... si concedevano e mi ammiravano.

La fantasticheria durò anni.
Almeno fino ai miei 18. Tutto il liceo.
Il mio rendimento scolastico, che era sempre stato molto buono,
calò vistosamente a causa della perdita di rapporto con la realtà
ed a causa della svalutazione del contenuto della realtà.
Non era più la realtà ad avere valore.
La realtà avrebbe avuto valore solo qualora fosse
per caso coincisa con le mie fantasticherie prive di rapporto.

La fantasticheria uccideva il rapporto ancora prima che nascesse,
perchè immaginava a priori ciò che sarebbe stato,
dipingeva il futuro, lo inventava per quello che non era
e cosi facendo rendeva il futuro stesso inaccettabile.
Il futuro poi diventava presto il presente persecutorio
fatto di cieli grigi che non avevano mai conosciuto il sole.
Il grigio era il colore del mondo svalutato.
Il grigio era il colore del mondo visto da occhi svuotati.

Perché il colore delle cose non sta negli oggetti stessi
ma nell'affetto che mettiamo quando guardiamo.


_______________________________________

Eppure non era sempre stato così.
La crisi era stata scatenata dal possibilità di rapporto con le ragazze.
Dalla scoperta del loro corpo e del mio.
Dalla scoperta del loro pensiero e del mio.

Prima di allora ero sempre stato un ragazzo vivace, allegro, vitale, capace.
Ero sempre stato il ragazzo di cui parla Dario nella sua bella lettera.
Correvo, saltavo, mi arrampicavo, pensavo.
Giocavo, esploravo.
Trainavo gli amici in imprese impossibili.
Mi affezionavo profondamente agli amici.
Credevo al contenuto sano degli esseri umani.
E ci credevo al tal punto che sapevo già verbalizzare questo concetto.
Ero già convinto, come lo sono ora,
che gli esseri umani nascono buoni.
Credevo alla bellezza di stare e fare insieme.
Credevo alla possibilità di affrontare tutto
ed alla possibilità di riuscire nei percorsi travagliati.
Anzi, i percorsi travagliati mi sembravano belli.
Gli ostacoli mi sembravano il bello della realtà
perché davano la possibilità a ciascuno di confrontarsi con le sue capacità.
Sentivo le mie capacità commisurate a qualunque sfida il mondo ponesse
e sentivo perciò la soddisfazione di riuscire in ciò che provavo a fare.

Vitalità.
Si, la vitalità era ciò che mi caratterizzava.
La vitalità mi faceva muovere e mi faceva pensare.
La vitalità non permetteva di perdere il rapporto con la realtà
neanche un minuto, neanche quando dormivo.
La vitalità guidava i miei piedi e le mie mani quando salivo su alberi di venti metri.
La vitalità guidava le mie braccia e le mie mani quando pedalavo solo e felice
all'Albereta e lungo l'Arno alla Nave a Rovezzano.
La vitalità creava le immagini dei miei sogni quando dormivo tranquillo la notte.

Ma qualcosa era fallito nel rapporto con gli adulti.
E questo qualcosa avrebbe poi creato il vuoto
che avrebbe reso difficile il rapporto con le ragazze.

[segue ...]

guzman