Con Linda e Luca ...: Video Posts

domenica 11 dicembre 2011

LiLu


LiLu







sabato 10 dicembre 2011

Due Mesi


Linda e Luca.
Due Bimbi.
Due Mesi.
Ho già nostalgia di tutto.
Ho voglia di scoprire tutto il resto.






venerdì 9 dicembre 2011

La Linea (2)

La linea parte, da un punto nel foglio. Nasce.
Corre decisa.
Poi s'increspa.
Curva.
Riparte.
Diventa sottile ed indecisa.
A un tratto s'interrompe.
Ma poi riparte subito
anche se non più fatta di un solo tratto
ma composta da tanti piccoli segmenti.
I segmenti cambiano inclinazione
e quella che da lontano sembra una linea continua
accenna a prendere una piega.
Poi incespica.
Comincia a zigzagare.
Saltella.
Si arrabbia.
Non segue più una direzione.
Sembra aver perso la meta.
Non compone più una immagine.
Non compone parole, figure o immagini astratte interne.
Sembra confusa.
Forse lo è.
Ma prosegue.
A tentoni.
Persa nel chiarore del foglio bianco
come un bimbo nel nero della notte.
Poi piano piano.
Quasi impercettibilmente.
Un po' di nascosto per occhi inesperti.
Continua la sua strada.
Ancora fievole ma coerente nel suo incedere.

Formerà lentamente una immagine.
L'immagine interna di quello che siamo
Ciascuno a suo modo.

guzman. (La linea 1)

Luca:
 ...

giovedì 8 dicembre 2011

Luci ed Ombre

Per sorprendente coincidenza la luce disegnava una L sul volto di Linda


ciao,
guzman.






Paffutella


Col passare delle settimane
Linda mantiene il suo stile di rivoluzionaria
[pur diventando paffutella]:
15 Ottobre
6 Novembre
25 Novembre



mercoledì 7 dicembre 2011

Il seno

Il seno è ricordo di calma, quiete, calore, benessere.
Il seno è ricordo della vita intrauterina.
Il seno è conferma della speranza legata al ricordo.

[segue ...]

guzman.



martedì 6 dicembre 2011

Appunti

Ogni giorno,
mentre sto con i bimbi in casa
oppure mentre passeggiamo,
mi vengono tanti pensieri.
Non pensieri nel senso di preoccupazioni,
ma pensieri nel senso di elaborazioni mentali su quanto sta accadendo.
Elaborazioni sul senso, il significato, i modi
del nostro rapporto con Linda e Luca.

Sono tanti i pensieri su cui la mia mente
lavora involontariamente.
Sono molti di più di quelli che riesco a raccontare nel blog.
Spesso prendo un piccolo appunto da una parte
per ricordare un'idea che mi era passata per la mente.
Poi, via via, le idee più vigorose diventano scritti.

La lista dei piccoli appunti è diventata ormai lunga
e voglio rimettermi un po' in pari.
Non potrò dilungarmi su ogni punto
anche se su ciascuno avrei voluto scrivere pagine.


 - Shock Emotivo.
Avrei voluto, ormai un mese fa, raccontare meglio
lo shock emotivo rappresentato dalla comparsa nel mondo
di due esseri umani di cui dovrai occuparti.
E' ovvio che è bellissimo, ma non è solo bellissimo.
E' veramente stravolgente, devastante, travolgente, irreversibile.
E' un vero e proprio shock
sotto la spinta del quale la mente si trova
a doversi riorganizzare in maniera drastica.
Nulla è più uguale e mai lo sarà.
I tempi, i modi, i pensieri riguardo ad ogni aspetto
del rapporto con il mondo ... cambiano, si trasformano.
E' una rivoluzione per l'identità personale
che si trova costretta non tanto a reinventarsi
ma ad emergere con piena forza e sicurezza
lasciandosi alle spalle ogni debolezza del passato
per avere pieno rapporto con ciò che avviene intorno.
Lo stravolgimento emotivo è così forte
che si resta persi per settimane.
Allo stravolgimento emotivo si aggiungono quello
ormonale, umorale e fisico.

Da quello stato di felicità e smarrimento,
emerge la possibilità del nuovo rapporto
che i bimbi esigono, richiedono, necessitano.



- Anno 2500.
Vengono applicati ai neonati sensori di ogni genere.
O meglio. Vengono messi ai neonati vestiti il cui tessuto
è fatto di microsensori, sensibili a centinaia di parametri del bimbo.
Ci sono sensori di temperatura per ogni parte del corpo.
Ci sono sensori di saturazione che misurano il livello di ossigenazione
di ogni parte del corpo.
E poi ancora, sensori di pressione, di pulsazioni, del Ph,
di vari tipi di elementi e di ioni, di umidità, di conduttività, ...
e sensori per centinaia di altri valori.
Vengono introdotti anche sensori per misurare
i valori di molti parametri degli organi interni:
zuccheri, globuli rossi, piastrine, bilirubina, nel sangue ...
acido lattico, glucogeno nel fegato, ...
ecc, ecc.
Vi è poi un sistema che riceve i dati
ed è in grado di scegliere l'operazione migliore da affettuare sul bimbo.
Può somministrare una pappa con nutrienti calibrati,
può cullare il bimbo selezionando tra centinaia di modi di cullare,
può mettere musiche, canzoni varie e canzoni registrate dalla mamma
variate nella tonalità a seconda del momento.
Può simulare il respiro della  mamma,
sa prevenire l'arrivo di pipì e popò
ed aspirarli prima che il bimbo si sporchi o si bagni.
E sa fare tutto questo e molto altro ancora
con continuità, ventiquattro ore al giorno,
tutti i minuti, tutti i secondi.
I bimbi sono tenuti quindi nelle migliori condizioni possibili.

E' l'anno 2500 ed è normale che
i bimbi vengano tenuti così nel primo anno di vita.
Spesso con interazioni minime o nulle con i genitori
o con altri esseri umani.

Tutto è regolato in automatico
per creare la miglior situazione fisica possibile.
Tutto è calibrato al meglio da supercomputer.
Tutto è perfetto, calcolato, bilanciato, pesato,
misurato, verificato, controllato, aggiustato, ... e ...

e vengono fuori dei bimbi ...

TRISTI.

Solo che ormai tutti sono abituati così
e nessuno sa più riconoscere il problema
e denunciarlo.

___________

Mi chiedo se in certe cose
ci troviamo nella stessa situazione
senza saperlo ...

- Apprendere nel sonno
Guardo i bimbi dormire.
E' bello osservare il loro rapporto inconscio con la realtà.
La parte cosciente della psiche è molto poco attiva
per bimbi cosi piccoli,
eppure loro hanno un perfetto e chiaro rapporto con la realtà.
Anche mentre dormono.
Sono convinto nel guardarli dormire
che anche mentre dormono apprendono:
catalogano odori, catalogano rumori, memorizzano stanze,
memorizzano situazioni, ascoltano voci, prestano attenzione alle sensazioni fisiche ...
muovono le mani per sondare l'ambiente ... tutto nel sonno.
Ed imparano.
Imparano quali movimenti sono utili,
quali voci sono affidabili,
quali movimenti vengono fatti prima di dar loro la pappa,
quali sono gli odori di casa,
quali posti danno brutte sensazioni,
quali gesti aiutano quando si ha caldo oppure freddo ...

Credo che il rapporto non cosciente con la realtàpossa essere più preciso ed efficiente di quello
che sia durante la veglia, con la coscienza.

Credo che nel crescere perdiamo troppo
di questa capacità di rapporto non cosciente con la realtà.

Penso che per adesso, imparo più io da questi bimbi
di quanto posso insegnare.
E devo affrontare crisi continue
dovute al fatto che sono loro a decidere e sapere cosa fare ...

Devo, con grosso sforzo mentale,
fare un salto nel buio, nel nulla, nel vuoto,
e lasciare che sia anche per me
l'inconscio a guidare il rapporto con loro e con la realtà.

- Coliche o crisi psicologiche ?
Ci sono molti studi intorno alle cosiddette coliche,
i mal di pancia dei neonati.
Non è affatto chiara in generale l'origine.
Si potrebbe di primo acchito pensare
che si tratti di ovvi mal di pancia dovuti
all'immaturità dell'intestino.
Ma le cose sono molto più complesse di così.
Mi sono documentato ed ho letto un po'.
Sono stati fatti molti e complessi studi a riguardo.
E non è chiaro in che modo ...
ma pare che in certi casi, in queste coliche,
ci sia una forte componente psicologica.

Come piccolo esempio posso solo dire
che se andiamo a passeggiare e portiamo in bimbi
in fascia, le coliche non ci sono mai.

Riporto da Wikipedia:
"Oggi è ben noto che le cause dei sintomi delle coliche possono essere molto varie.
Le più comuni sono: gas nello stomaco, gas nell'intestino, sovraccarico neurologico (il bambino è esausto e sopraffatto per la sovrastimolazione che il mondo offre), coliche muscolari (dovute a spasmi e traumi alla nascita) ...."


- Allucinazioni
Saranno forse la stanchezza ed il sonno.
O sarà più probabilmente il fatto che
passiamo un gran numero di ore con
il volto del bimbi sotto al nostro sguardo ...
Ma fatto è che la settimana scorsa avevo delle allucinazioni.
Mi capitava di imbambolarmi guardando oggetti casuali
e di vederci volti di bimbi.
Guardavo la macchina fotografica e non solo mi pareva
il volto di un bimbo, ma ce lo vedevo proprio.
Guardavo gli oggetti sopra al frigo stagliarsi
contro il bianco della parete ed
il bordo formato da questi oggetti
diventava il profilo di un bimbo.
Passeggiavo per strada e nei posti meno attesi
vedevo volti di bimbo.
Dormivo la notte ed il guanciale, la lampada
e Maria Carla ... mi sembravano tutti Linda.


Mi viene in mente che una cosa vagamente simile
mi era successa quando avevo quattordici anni.
Non sono mai stato un ragazzo da videogiochi
però Tetris mi piaceva molto
e ci giocavo molte ore al giorno.
Dopodiché mi capitava di uscire
e cercavo di incastrare immaginari pezzi di tetris
sopra a tutte le cose che vedevo:
un pezzo a L lo incastravo sopra le spalle del professore che parlava,
un pezzo a S lo incastravo tra il banco e la sedia,
un pezzo quadrato al posto della finestra,
un pezzo diritto fra due alberi,
...
e via via riempivo tutto il mondo di pezzi di tetris ...
per massimizzare il mio punteggio immagino.


Trovare i pezzi di Tetris da incastrare in ogni posto era facile e divertente.

Trovare le risposte per Luca e Linda è difficile e interessante.

[Non temete, credo di essermi ripreso dalle allucinazioni.
Dovesse continuare ve lo comunico.]

- Linda con Luca si calmano.
Se mettiamo Luca e Linda vicini hanno una certa capacità di calmarsi.
Ma questo effetto si ottiene se è presente anche uno di noi: io o Maria Carla.
In altre parole, il contatto reciproco piace a tutti e due
ed fonte di calore, quiete, rilassamento ...
ma riesce a essere tale solo se percepiscono che non sono soli.


- Avrei ancora vari temi da trattare ... ma Luca chiama ... 
- Ho poche foto. Non c'era la luce adatta e non ci sono stati i momenti giusti.



ciao,
guzman.
















lunedì 5 dicembre 2011

La linea

Staccarsi, separarsi, dividersi, distanziarsi, distinguersi e ...
definire la propria identità.
Tutte le volte che facciamo delle separazioni
abbiamo l'occasione di definire sempre più la nostra identità.
Avviene poi, con le separazioni, che la pelle, bidimensionale come superficie,
ma unidimensionale quando considerata come bordo, come profilo, come margine,
diventa nei ricordi più profondamenti inconsci, linea.

La linea che facciamo con la matita sul foglio
è in altre parole il ricordo profondo
della nostra pelle, delle nostre separazioni,
della nostra identità.

E la linea sarà tanto più marcata e definita
quanto più saranno riuscite bene le separazioni.


E' bello pensare e sapere che c'è un nesso preciso
tra la definizione di noi stessi come esseri umani
che avviene fin dalla prima separazione alla nascita
e la capacità degli esseri umani di scrivere su un foglio
usando una linea.

[Non è una mia teoria ...]

guzman.

Linda:






domenica 4 dicembre 2011

Immagini che sono pensieri

Fin dalla nascita
abbiamo pensieri precisi.
Abbiamo immagini mentali
che corrispondono a pensieri,
Immagini mentali che sono pensieri.

Non sappiamo esprimerli,
non risuciamo a comunicarli con chiarezza,
ma quelle immagini, quei pensieri,
muovono i nostri corpi di neonati.
Quelle immagini, quei pensieri,
agitano le nostre braccia e gambe
ed attivano il nostro pianto
quando abbiamo fame, caldo o dolore.

Ovvio, non c'è il pensiero verbale fatto di parole,
ma non per questo non si tratta di pensieri.
Anzi, sono pensieri nella loro essenza.
Pensieri allo stato puro.
Pensieri con pieno rapporto con la realtà.
Pensieri che non possono staccarsi dalla realtà
per diventare astratti o vuoti come
può succedere invece ai pensieri verbali.

E da quello che ho potuto vedere fino a qui,
i neonati sono molto caparbi
quando si tratta di difendere
quelle immagini mentali che corrispondono a pensieri.
E' sorprendente vedere l'ostinazione che mettono
per riuscire a farsi capire usando
solo la postura, i movimenti e ...
il pianto.



"Lasciate tranquilli
quelli che nascono.

Lasciate spazio
perché possano vivere.

Non preparate
già tutto pensato.

Non leggete a tutti
gli stessi libri.

Lasciate che siano loro
a scoprire l'alba
a dare un nome ai loro baci. "


(Pablo Neruda)

sabato 3 dicembre 2011

I' mi' babbo è lunghissimo

Ciao,
sono Linda.
Ho quasi due mesi.
Dopo mangiato, a volte,
faccio fatica a dormire.
Mi prende un po' di mal di pancia
e devo fare delle ... si, insomma, delle cureggine.
Quando poi mi sono addormentata
mio babbo mi mette nel cestino
insieme a mio fratello.
Mio fratello mi tiene compagnia
però io voglio anche sapere che
mio babbo non è andato via,
allora lui mi tiene una mano sulla pancia.
Mi piace tanto,
mi da un po' di calorino
ed il peso della mano mi aiuta
a risolvere i problemi di digestione.

A un certo punto, tutte le volte,
sento mio babbo che alza mano,
ma fortunamente subito dopo la riabbassa.
Allora io resto tranquilla perchè so che lui
è li con me.

Mentre siamo li, in camera,
a volte sento la voce del babbo in cucina
o in bagno.
Sento che sta facendo delle cose
da quelle parti.

E siccome la sua mano
è sempre sulla mia pancia
io ho capito una cosa:
i' mi' babbo è lunghissimo.

ciao,
linda.

 





Mariemma, insieme ai regali ci hanno fatto, ci ha messo questi scritti 
che riporto perché mi sono piaciuti molto:

Quello che
Quello che ci siamo sentiti dire da bambini:
Sai fermo, muoviti, fai piano, sbrigati, non toccare,
stai attento, mangia tutto, non ti sporcare, stai zitto, chiedi scusa,
saluta, vieni qui, non starmi sempre intorno, vai a giocare,
non disturbare, non correre, non sudare, attento che cadi,
te l'avevo detto che cadevi, peggio per te, non stai mai attento,
non sei capace, sei troppo piccolo, lo faccio io, orami sei grande, 
vai a letto, alzati, ho da fare, copriti, non stare al sole, non si parla con la bocca piena.

Quello che avremmo voluto sentirci dire da bambini:
ti amo, sei bello, sono felici di averti, parliamo un po' di te,
troviamo un po' di tempo per noi, come ti senti, sei triste, hai paura,
sei dolce, raccontami, che cosa hai provato, sei felice, mi piaci quando ridi,
puoi piangere se vuoi, puoi dire tutto quello che vuoi, ho fiducia in te,
ti ascolto, sei innamorato, cosa ne pensi, mi piace stare con te, 
ho voglia di parlarti, ho di voglia di ascoltarti, mi piaci come sei,
è bello stare insieme, dimmi se ho sbagliato.




"Voi dite:
E' faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
perché bisogna abbassarsi al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E' piuttosto il fatto di essere obbligati 
a innalzarsi fino all'altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli. "

J.Korczak










venerdì 2 dicembre 2011

Devo raccontare

Devo raccontare anche dei momenti difficili.
Di quando Linda dopo le poppate si dispera,
probabilmente perché le viene mal di pancia.
Di quando Luca prima della poppate si dispera,
perché non ha ancora la certezza che otterrà quello che vuole.
Ma soprattutto di quando Io mi dispero
perché difronte al loro pianto, ai loro problemi,
alle loro paure, alle loro crisi,
mi faccio prendere dal terrore di non bastare,
di non essere adatto,
di non essere sufficiente a soddisfare la loro voglia di affetto.

Di quando, bramoso io da troppo tempo,
non riesco a mantenere la calma mentale
e sapere che le crisi di Linda e Luca
sono dovute a piccoli problemi fisici
che passano con il tempo.

E ricerco invece la perfezione.
Bimbi che non piangono.
Che aspettano tranquilli.
Che non hanno dolori.
Che non affrontano crisi.

Bimbi cosi sarebbero finti. Non umani.

Lo so, non è bello
dover ammettere di avere queste crisi.
Ma è cosi.

La necessità di presenza continua,
le poppate che si ripetono senza sosta,
gli spazi ed i tempi intorno a noi
che sembrano diventati ridottissimi ...
Tutto questo mette su di noi,
un carico psicologico importante
e la lucidità mentale non è sempre al massimo.

In questo, scrivere mi aiuta
a vedere le cose con un distanza leggermente maggiore
che permette di mettere a fuoco meglio.

guzman.

[Ho una lunga lista di titoli di post
il cui contenuto mi è già chiaro in testa,
ma non riesco a trovare il tempo di scriverli tutti ...]





giovedì 1 dicembre 2011

Guardare

Guardare il mondo non è facile.
Ci avete mai pensato ?
Non è facile per nulla.

Immaginate di non conoscere nulla del mondo.
Non conoscete nessun oggetto,
animato o inanimato che sia.
Non sapete nemmeno quali sono le categorie di oggetti
che potete aspettarvi.
Non avete in realtà la benché minima idea di cosa sia un oggetto.
Non avete neanche il concetto stesso di oggetto,
che se ci pensate bene non è un concetto per nulla banale.
Non avete forse neanche l'idea che gli ogetti abbiano un limite,
un bordo, una linea di demarcazione che li separa dal mondo
circostante e dagli altri oggetti.
L'unica linea di demarcazione che conscete è la vostra pelle
che vi separa dal mondo e vi delimita.
Ma oltre a questo non sapete cosa ci sia
a parte una vaga ed indefinita speranza che vi sia
qualcuno in grado di ripsondere alle vostre necessità.

Insomma del mondo non sapete nulla e ...

aprite gli occhi.

Tutto è nuovo,
tutto è incomprensibile.

Cosa guardate ?
Cosa ne fate delle informazioni caotiche che arrivano ?
Cosa ne fate delle quantità enorme di immagini che
si stampano per qualche frazione di secondo sulla retina ?
Come posizionate la testa rispetto alle immagini che vedete ?
Come distinguete in quella massa informe di colori e macchie
ciò che ha un qualche significato da ciò che non lo ha ?

Ecco uno squarcio di un colore brillante con accanto
mille forme indefinite di colori scuri ...
Ecco una grande macchia scura con intorno
una luce chiara ed abbagliante ...
Ecco tante piccole macchiette di colori diversi
su un campo molto chiaro ...
Ecco una zona tutta buia con solo una
fettina di luce ...

Cosa ne fate di informazioni come queste ?

Questo è solo uno dei tanti problemi
se guardate il mondo e siete dei neonati.

Guardate il mondo non è facile.

guzman.


ciao,
guzman.