Con Linda e Luca ...: Video Posts

martedì 22 novembre 2011

Lezione 1

... mkszqazwm,qazws,qas2w1sw2sd.-swxs23wqazw.azw ...

L'ha scritto Linda saltellando con i piedini sulla tastiera.

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Oggi è il 22 Novembre, data prevista del parto.
In questo mese e più
una prima lezione l'ho imparata.

I bambini sono diversi da ciò che si è pensato
ed hanno comportamenti diversi da quelli che si erano immaginati.
A cominciare dal fatto che nascono quando vogliono.
E continuando con il fatto che dormono bene quando gli pare.

L'unica opzione di fronte a questo fatto è: adeguarsi.
Dobbiamo essere noi genitori ad adeguarci
alle loro necessità ed alle loro richieste.
Le richieste di un neonato non possono mai essere sbagliate ...
[ci tornerò su]






ciao, guzman

lunedì 21 novembre 2011

Perchè scrivo

Scrivo per condividere con voi.
Credo che condividere sia sempre sano.
I pensieri, le idee, gli affetti non sono come gli oggetti.
Più li condividi e più aumentano, si rafforzano, crescono.

Scrivo per me.
Perché nello scrivere focalizzo meglio ciò che sta succedendo
ed imparo ad affrontarne meglio i vari aspetti.

Scrivo in realtà per Luca e Linda.
Ma non nel modo ovvio che ci si potrebbe aspettare
che sarebbe quello di fargli leggere queste cose un giorno.
No.
Scrivo per loro per un motivo più complesso e profondo.
Con i figli, credo, c'è sempre il rischio forte di incappare nel pensiero,
malato a mio modo di vedere,
che dice "io sono perché loro sono".
Ebbene, scrivere mi serve a portare avanti una ricerca
sulla realtà umana che ho sempre portato avanti
e che fà si che la mia realizzazione di identità
non dipenda, spero, da ciò che Luca e Linda saranno.
Io non sono perché loro sono,
ma sono quel che sono, indipendentemente.

In questo senso scrivo per loro,
per non buttare loro adosso
mie proiezioni ed identificazioni.

guzman.

domenica 20 novembre 2011

Il bagno

Il bagno.

Fare il bagno piace a tutti e due.
Il metodo che ci hanno insegnato all'ospedale è molto bello.
Spolgli il bimbo.
Lo avvolgi in un asciugamano.
Immergi piano piano il bimbo ancora avvolto in una bacinella con acqua calda.
Molto lentamente srotoli l'asciugamano ed il bimbo resta nudo nell'acqua.

E' bellissimo il momento in cui sentono
il teporino attraverso l'asciugamano:
restano sorpresi, estasiati. Godono.

Linda




Luca
 


ciao,
guzman

sabato 19 novembre 2011

Il Bambino Muto - Grazie Dario !!!

[è guzman che scrive]

 Sono arrivato in Italia quando avevo 6 anni e mezzo.
Avevo fatto la prima elementare in Uruguay,
ma data l'inversione delle stagioni tra i due emisferi terrestri,
quando sono arrivato qua, l'anno scolastico era a metà
per cui sono entrato in prima elementare a metà anno.
Ricordo che ero contento di conoscere gli amici
ed ero molto voglioso di stare e giocare con loro.
Con alcuni legai in maniera molto forte negli anni di scuola.
Tra questi, forse più di tutti, legai con Dario.
Gli riconoscevo la mia stessa vitalità e voglia di sperimentare.

Pare che i primi tempi, mesi, io stessi sempre zitto
e parlassi a gesti.
Stavo incamerando nella mia testa
le parole, i modi, i meccanismi della nuova lingua ...

Dai tempi delle elementari, trenta anni fa,
ho rivisto Dario tre o quattro volte.
Ci siamo incontrati per caso per strada.
C'era ancora tutta la simpatia e l'affetto
anche se ci siamo persi di vista.

Ora, in questi giorni,
Dario mi scrive un commento nel blog (al post "Perchè due")
che mi riempe di allegria e riattiva nella mia mente
molti pensieri antichi a cui tengo tanto.

Tornerò a dire di questi pensieri,
ma intanto, ecco il commento di Dario.

Grazie Dario !!!!!!!

IL BAMBINO MUTO
Leggendo questo tuo post mi hai fatto viaggiare nel tempo
a quando sei arrivato da queste parti :
il bambino che non parlava ... il bambino muto.
Il bambino che correva più forte di tutti ,
le gite con la scuola al Cernitoio ,
il bambino che mi ha insegnato a mangiare i popcorn con il latte … ahaahaahaah!!!!
Hai sempre saputo prendere la parte buona di quelle avversità che
a noi tuoi coetanei erano sconosciute e incomprensibili ...
incomprensibile come la tua Lingua Madre
mentre la nostra diventava piano piano anche la tua ,
incomprensibile per i nostri genitori riuscire a spiegarci perchè Tu e la tua Famiglia dovevate stare così tanto lontano da casa …
Forse c'era Rabbia dentro di te, forse ...
ma caro il mio Amico Muto di sicuro non c'era odio .

Porto nei miei più cari ricordi la nostra infanzia ,
la nostra amicizia e anche se ci siamo persi di vista
sono sicuro che sei sempre quella bellissima persona
capace di avere la risposta giusta per tutto
come in questo tuo Meraviglioso post :
“ le difficoltà di un tempo che diventano la gioia di oggi “

Un Abbraccio a Te, Maria Carla , Linda e Luca
con Affetto
Dario
Sono veramente emozionato nel leggere le tue parole.
Il tuo messaggio è veramente importante per me
specialmente in questo periodo.
Scriverò ancora di questo nei prossimi giorni.

ciao,
guzman.

Linda e Luca stanno bene.
Usciamo spesso porandoli nelle fasce, a prendere aria e sole.
Al momento pesano circa 2,5 kg entrambe.


venerdì 18 novembre 2011

Tre parole

ti amo

sposami

Ne son venuti due, che fo lascio ?

Luca faceva fatica a dormire nel lettino.
Anche compattandolo dai lati
ed anche insieme alla sorella si sentiva sperso.
In pù il lettino resta sempre in camera
anche quando io e Maria Carla siamo in cucina.
A volte accettava di stare nel letto
dopo lunghi momenti di coccole e massaggi
ma erano più le volte che non voleva.

Abbiamo risolto con un bel cesto.

Si sentono compatti, vicini e li portiamo anche in cucina con noi.
Accanto alle mele.
Sembra di essere andati al mercato.

Ne son venuti due, che fo lascio ?

ciao,
guzman.

Domani rispondo a Dario.
Il tuo messaggio Dario
è la cosa più significtiva che
mi succedesse da anni e anni
(a parte li e lu).

ciao.

giovedì 17 novembre 2011

I bimbi dormono

Ore 2:30. (di notte)
I bimbi hanno mangiato e dormono.
Noi abbiamo fatto uno spuntino per rifocillarci.
Siamo stanchi e felici.
Eccoci qua:


ciao,
guz. [tra poco, alle 3:00, si riparte ...]


Ok, lo so,
kitsch, pacchiano, sdolcinato, sentimentale, lezioso, mellifluo, ...
ormai l'abbiamo fatta e ve la mostriamo:
L'originale:

ciao,
guzman

mercoledì 16 novembre 2011

Microbi


Non immaginate giochi,
lunghi sorrisi,
lunghe veglie con lunghe interazioni.
Non immaginate grandi attività fisiche,
grandi movimenti o grandi esplorazioni del mondo circostante.

Immaginateli invece cosi.
Compressi, contenuti, a contatto.
Flessi, bloccati sui fianchi e sulla testa.
Cullati dal movimento del respiro più che dalla voce.
Bloccati nella possibilità di espandersi troppo e perdersi.
E senza eccessivi stimoli.
Immaginateli mentre aprono gli occhi per pochi secondi
per sbirciare la stanza o il volto di chi li tiene.
Immaginateli mentre aprono le braccia,
quando lasciati soli nel lettino,
alla ricerca di un appiglio e di qualcuno.
Immaginateli, per la maggior parte del tempo,
totalmente accoccolati
quando dormono,
preferibilmente in braccio,


Questo è ciò che i prematuri,
specialmente se di piccole dimensioni,
sono e richiedono.
Questo è ciò di cui i prematuri hanno bisogno.

Con i prematuri si è chiamati
a svolgere con continuità, per un certo periodo,
il ruolo di contenimento che avrebbe
svolto l'utero.

Tuttavia, nonostante i momenti di veglia siano molto ridotti,
e passino la maggior parte del tempo a dormire
(anche più del 90% del tempo nel caso di prematuri)

è sorprendente vedere quante cose imparino.

Riconoscono voci, suoni, stanze, posizioni, momenti particolari della giornata.

E più di tutto,
imparano a riconoscere,
il senso del suono delle parole
che gli vengono rivolte.
Calma, affetto, presenza, fiducia, ...







ciao,
guzman.

martedì 15 novembre 2011

Con una mano ...


E' incredibile la quantità di cose che si possono fare con una mano.
Scrivere questo post, preparare i biberon, mangiare, lavare i piatti,
sistemare la cucina o la camera, lavarsi, ...
basta esserne costretti.
Insomma, come avrete capito, la maggior tempo
capita di avere un bambino in braccio ...
Quando va bene.
Altre volte ... due.


Noi con i bimbi



oggi siamo andati a passeggio sulla riva dell'arno


I bimbi
O sole mio

Alcune foto fatte da (zia!) Francesca il 6 Novembre
che non ero riuscito a mettere.
Sia Linda che Luca sono già molto cresciuti rispetto al 6 novembre.


ciao,
guzman

lunedì 14 novembre 2011

mamma

[Oggi è Maria Carla che scrive]

Non riuscivo a immaginare il poi,
quando avevo Luca e Linda in pancia.
Non riuscivo e non volevo crearmi immagini a priori.
Ora la pancia non c'è più,
e ci sono due bimbi che amo e che dipendono da me.
Sono emozionata. Mi commuovo per ogni singola cosa, anche riaprire il barattolo di miele
che stavo usando prima di andare in ospedale :)
Mi commuovo in questo momento,
nello scrivere di nuovo sul blog.
Blog che, grazie a Guzman, ha accolto e conservato un mare di meravogliose immagini e parole.
Grazie a tutti voi che seguite la nostra storia
e per esserci stati vicini, anche nei momenti più difficili.

Tornerò a scrivere.
A presto,
mc

domenica 13 novembre 2011

Sognare


il piede di Luca contro la luce del sole che entra dalla finestra
Oggi tante foto.
Foto di sogni.
I nostri sogni.
I loro. [su cui tornerò].

Linda mentre la tengo in braccio fotografata da me stesso
Luca mentre la tengo in braccio fotografata da me stesso
Quelle che seguono sono foto fatte da Maria Carla.
coccole
il sorriso di lei
dai su, fatti toccare i capelli
il sorriso di lui
come in pancia !!
il bacio
piedi
uno ciascuno

tutte le foto di oggi 1
tutte le foto di oggi 2


ciao,
guzman

Perché due

[Non ho foto oggi, la pila della macchina fotografica è in carica.
Ma, come l'altra volta, visto che non ho foto
ho una storia importante].


Sono due e c'è un perché.
Strane logiche che seguono linee razionali per giungere a conclusioni sanamente irrazionali.

Le difficoltà di un tempo che diventano la gioia di oggi.

Ma andiamo con ordine.
Si tratta delle storie mie e di Maria Carla.
Percorsi difficili.
Problemi simili che unendosi diventano risposte.

Le difficoltà adolescenziali di una volta, diventano oggi forza.

Io.
C'era rabbia nella mia adolescenza.
C'era anche odio.
La rabbia e l'odio che come sempre
vengono dopo le speranze deluse.
Speranze di bambino o addiruttura neonato
che non hanno saputo trovare risposta.
La rabbia e l'odio che come sempre
vengono dai rapporti non ben riusciuti.
Ed il perché di questi rapporti complessi
è troppo lungo per essere raccontato,
troppo tortuoso,
connesso anche con la storia di un paese,
l'uruguay, che vedeva la dittatura militare quando io nascevo.
Connesso ancora più,
come accade a tutti,
con la storia millenaria
con i modi di fare previsti dalla tradizione
con le identificazioni tramandate di mamma in figlia.
Figlia che diventa mamma
per tramandare le stesse identificazioni.
Identificazioni ovviamente deludenti.

Ma oltre alla rabbia e all'odio,
sotto, forse addiruttura dentro,
c'era una grande vitalità e
la possibilità di una identità forte.
Le ho sempre tenute con me,
le ho sempre protette.
Ho sempre fatto in modo che mi guidassero
anche attraverso scelte non comuni.
Che mi sostenessero quando, come Frost,
ho scelto i sentieri meno battuti.

Quella vitalità e possibilità di forte identità
hanno reso possibile la storia con Maria Carla.

Maria Carla.
Caparbia. Testarda. Tenace. Stacanovista.
Ostinata.
Decisa a riusciure da sola
nelle imprese impervie che decide di affrontare.
Ma con dentro un dolore,
una tristezza, un serio blocco ...
cose che non posso raccontare,
non tanto per Maria Carla stessa ...
Insomma, come sempre,
una storia difficile,
seriamente difficile,
di bambina, di delusioni, di rabbie, di odii, ... speranze.

Io e lei quindi,
di cui vi racconterò l'incontro in seguito,
con storie non facili alle spalle.
____

E le difficoltà rispettive
erano diventate nel tempo
blocchi ghiandolari ed ormonali
che ci portavano, entrambe,
ad avere problemi per avere bambini.

Quando abbiamo saputo di queste difficoltà
abbiamo subito reagito indirizzandoci
per provare ogni possibile cura.
E cosi è stato.
Sono stati due anni e mezzo
di cure e tentativi.
Due anni e mezzo in cui non sai
cosa sarà della tua vita.
In cui non sai se dovrai puntare tutto
sui possibili futuri bimbi.
O puntare tutto su te stesso
per consolarti dall'impossibilità
di avere figli.
Due anni e mezzo psicologicamente
logoranti perché non ti permettono
di trovare una direzione in cui camminare.


Le cure prevedevano
anche le stimolazioni ormonali per l'ovulazione
di Maria Carla.

E sono queste stimolazioni
che hanno fatto si che i bimbi siano due,
perché la stimolazione è stata troppo, per fortuna, forte.

Sono due e c'è un perché.
Strane logiche che seguono linee razionali per giungere a conclusioni sanamente irrazionali.

Le difficoltà di un tempo che diventano la gioia di oggi.

Diventano Linda sulle mie gambe,
messa di fianco come una maialina
che dorme e russa tranquilla mentre io scrivo e racconto.
Divenato Luca in camera di là con Maria Carla,
che dorme ed ogni tanto mugula
per chiedere conferma che il mondo è bello
e che non è solo.

Per chiedere conferma
che noi siamo pronti a rispondere
alle sue speranze con continuità.

ciao,
guzman.
___________

So di aver raccontato cose molto personali.
Potrei aver toccato la sensibilità di qualcuno.
Me ne scuso.
Ma non posso non scrivere
per i motivi che spiegherò prossimamente.