Con Linda e Luca ...: Video Posts

martedì 14 febbraio 2012

Appunti 23.



Non avevo mai visto i giapponesi litigare per strada.
Questo è un evento di 3 mesi fa.
Erano le nostre prime uscite con i bimbi.
Erano ancora molto minuti.

Passeggiavamo per strada quando un giapponese
scorge le due testine in mezzo alle nostre maglie:
"waaaa taaaa, tsugoi!!!" esclama a voce alta (o qualcosa del genere).
Via via gli altri membri del gruppo guidato
cominciano a girarsi ed a fare esclamazioni a voce alta: 
"ahhhh" "ohhhh" "tsugoi" "waa taaa shhi waaa ..." *

Finché insesorabilmente uno di loro prende la macchina fotografica
e fa il cenno di scattare rivolgendosi a noi come a chiedere permesso.
Io e Maria Carla, divertiti, acconsentiamo ....

E' stata la fine.
Quindici minuti, letteralmente quindici minuti,
di foto ininterrotte.
Hanno iniziato con foto normali a una certa distanza.
Poi si sono avvicinati con le macchine fotografiche.
Poi hanno cominciato a voler entrare nella foto.
Noi stupiti abbiamo cominciato ad abbracciarli per la foto
e siamo entrati in un giro senza fine ...
Sulle prime sorridevamo per la foto
ma ben presto abbiamo finito per ridere a crepapelle
specialmente quando abbiamo visto i giapponesi
sgomitare ed insultarsi per ottenere il posto migliore da cui fare la foto
o il posto migliore per comparire nella foto.


Non avevo mai visto i giapponesi litigare apertamente.

E certamente non mi aspettavo che litigassero per fotografare noi.

Era una situazione davvero comica.
Per di più eravamo sul lungarno dove ogni poco passa un nuovo gruppo guidato,
per cui quando il primo gruppo, controvoglia, cominciava a diradarsi
e i membri del gruppo si allontanavano sorridendo e piegandosi per dire "denghyou",
ecco, in quel momento, arriva un secondo gruppo ...
E la scena riparte,
esclamazioni, foto, baruffa, incredulità nostra e loro ...
(non avevano mai visto bimbi cosi piccoli ed in fascia).
Noi ridiamo, ridiamo forte.
Ridiamo di loro.
Ma loro non se ne fanno un problema.
Scattano tutto.

Pagherei per avere le almeno 200 foto che hanno scattato in quei minuti.

Quando abbiamo visto in lontananza avvicinarsi il terzo gruppo ...
abbiamo salutato in fretta e furia e siamo scappati.


[* le frasi pesudogiapponesi nel testo potrebbero voler dire qualunque cosa,
so solo che tsugoi = ganzo].


Nomi scambiati.
Quando compare una nuova persona nel mondo
non è facile abituarsi subito alla sua esistenza.
La sua esistenza porta con sè tante immagini nuove
ma allo stesso tempo richiama tante immagini precedenti.
L'esistenza di una nuova persona
evoca nella mente associazioni, assonanze, ricordi.
Evoca automatismi e riflessi che avevamo associato
ad altre persone.
E' cosi che capita frequentemente di scambiare i nomi:
maria carla chima luca guzman,
io talvolta chiamo linda lally (che è il soprannome di maria carla)
e la stessa cosa avviene a chi ci viene a trovare.
La mente deve abituarsi a dire quel nome ...
Dirlo tutto insieme, senza titubanze, sembrerebbe troppo razionale.
E, si sa, la razionalità è perdita di rapporto.

Con le persone con i cani.
I giorni scorsi uscivamo anche col freddo
e ci trovavamo a camminare sul greto dell'arno,
che era meno ventoso di altri posti, 
insieme solo alle persone che escono con i cani.
Abbiamo trovato un addestratore con 5 border collie
(cani superintelligenti e superattivi),
tutti tranquilli ed allegri che passeggiavano senza correre insieme al padrone.

Voglio dire una banalità:
se la relazione è fondamentale per un cane,
figuriamoci per un bambino. 

Interruzione dei ritmi.
Talvolta capita che i ritmi soliti a cui siamo abituati in questo periodo
siano rotti da un qualche evento: un mal di pancia che fà saltare una poppata,
una voglia di dormire di un bimbo che lo fa sfasare rispetto all'altro,
una visita medica, ...
In quei casi, li per li, mi dispiaccio perché i ritmi danno calma a tutti, noi e loro.
Tre ore dopo mi accorgo che è inutile dispiacersi
perché i ritmi sono già ripresi e non c'è mai fine
al tran tran di cui necessitano i bimbi.

Colori.
Luca è blu.
Luca è blu per i suoi occhi.
Luca è blu perché è maschio.
Luca è blu per come è diventato calmo.
Luca è blu perché gli piace guardare il mare del colombre.

Linda è verde scuro.
Linda è verde scuro per i suoi occhi.
Linda è verde perché è calma e sicura.
Linda è verde perché è decisa.
Linda è verde perché gli piace correre e rotolare felice nei prati.





lunedì 13 febbraio 2012

Col Colbacco

Ieri per gioco le abbiamo messo il colbacco:


Normalmente, come avevo scritto, i bimbi passano la sera con Maria Carla.
Qualche volta stiamo provando a farli stare da soli.
Ieri sera invece, senza motivi particolari, Linda è stata in collo a me.
In collo senza fascia.
Sicche non ho potuto cenare.
Sto cenando adesso.
Per cui lascerò che il post sia breve.

ciao.

domenica 12 febbraio 2012

Appunti 22.

Con due parole.
Con due parole si può dire tutto.
Quello che conta è l'intonazione, il modo con cui le si dicono.
Si possono fare lunghi discorsi con due sole parole.
Si possono raccontare tante emozioni.
Si può dire della propria gioia.
Della propria timidizza.
Della propria fierezza.
Delle piccole rabbie.
Delle piccole smanie.
Con due parole si possono  conoscere nuove persone.
Con due parole si può fare amizia con tutti.
Con due parole si spalancano le porte ai sorrisi.
Con due parole si sciolgono cuori.
Si racconta la tenerezza, la crescita, le difficoltà.
Si racconta la speranza e la felicità.

Tutto sta nel tono.
Nel modo con cui le si dicono.
A differenza di noi adulti che usiamo tante parole
con un solo tono.

Luca sa dire tutto quello che vuole
modulando i suoi ahhohh e suoi nghe'.

Sei bello Luca.

guzman.

6 novembre
1 febbraio
Video ...
A volte mi scordo che la crescita dei bimbi richiede processi lenti ...
e che tutti questi processi sono ancora ovviamente e fortemente in atto.
Poi però mi capita di vedere qualche immagine o video di qualche mese fà
e mi rendo conto che cosi lenti questi processi non sono ...


Rivedevendo questo video del 3 novembre ci siamo commossi:





Io e mc.
Io vedo Maria Carla cambiata.
Maria Carla vede me cambiato.
Trovare tempi per stare insieme è difficile. Non capita praticamente mai ancora.
Luca e Linda sono il frutto del nostro rapporto di 13 anni ... [racconterò]
Adesso Luca e Linda cambiano noi e cambiano quel rapporto.
Ci vediamo cambiati, alterati.
E' tutto da reinventare.

Le volte che io e mc ci siamo scambiati qualche bacio
con Luca e Linda in fascia,
loro, i bimbi, sembrano essersene accorti e cominciano a canticchiare nel sonno ...

Briefing. Si, ancora una cosa sulla fascia.
Quando usciamo dopo le poppate con i bimbi in fascia
mi sembra di assistere a un briefing.
Io e Maria Carla, finalmente tranquilli e con le mani in tasca,
ci raccontiamo le sensazioni, i problemi, le idee, le soluzioni da tentare ...
Insomma ci scambiamo le istruzioni e le informazioni essenziali come in un briefing.
Poi però, a differenza di un briefing, divaghiamo e facciamo teorie ed ipotesi;
ideaiamo post e discutiamo sul senso ed i significati latenti degli eventi..
In certi momenti, sembriamo due genitori ciascuno col suo bimbo
che discorrono dei vari problemi ...
"ma il tuo la notte dorme?"
"si, ma solo se ogni tanto lo rassicuro" ...
Perchè in effetti anche se siamo a poche decine di decimetri di distanza tutto il giorno,
ciascuno di noi è molto preso dall'accudimento del bimbo che ha per le mani
ed è difficile cogliere tutti i dettagil di ciò che succede all'altro.
La notte, in particolar modo, ciascuno di noi due è concentrato sul bimbo da far dormire,
accoccolato in un angolo di letto,
e non sa niente di cosa avviene nei bisbiglii all'altro angolo del letto
a pochi centimetri di distanza !


Carattere.
Sempre meno il cosiddetto carattere dei bimbi alla nascita
mi sembra un fattore rilevante.
Luca che era bisognoso e delicato è diventato sicuro e tranquillo,
Linda che era paciosa e poco bisognosa si mostra invece recentemente
più agitata e bisognosa.
Tutto cambia, tutto continuerà a cambiare.
Il rapporto e la crescita fanno la differenza.

Separazione delle variabili.
I primissimi mesi con i bimbi era difficile capirci qualche cosa difronte ai vari problemi.
C'erano troppi problemi e troppe variabili.
Adesso la situazione è più stabile
ed è possibile procedere come piace ai matematici:
per separazione delle variabili.
Difronte a un problema si cambia una sola variabile e si vede l'effetto
di tale cambiamento sui risultati finali.
In questo modo è possibile capire che ruolo gioca quella variabile.
Questo non era possibile nei primi mesi perché tutto cambiava velocemente
e non era sotto il nostro controllo.

Effetto dilagante.
Quando si colgono piccole novità nel comportamento dei bimbi
c'è da aspettarsi che nel giro di poco tempo dilaghino ...
Per esempio: se sembra che il bimbo dorme tranquillo per dieci minuti quando resta solo,
c'è da aspettarsi che nel giro di poco dormirà tranquillo da solo a lungo.
I comportamenti nuovi appaiono timidamente
ma se assecondati e protetti, dilagano fino a diventare certezze ed abitudini.

Scomporre.
Via via che scrivo nel blog 
scopongo pezzi del mio passato.
Li smonto e li metto via.
Li lascio da parte.
E' un'onda che mi pervade e mi impone
di riorganizzare tutto di superare tutto.
Passo al vaglio ogni momento del passato.
Setaccio ogni mio comportamento e attività passata.
Rivedo, ripenso, dò un significato ai ricordi.

Quello che sono stato resta via via scritto qui nel blog
ed io vado avanti più leggero.
Senza pesi sulle spalle,
le spalle sono libere per Linda e Luca.

 

Poesia di Linda (quella grande).
Linda, la ragazza che ci ha ispirato per il nome della nostra Linda,
è una ragazza molto attiva che frequenta adesso la seconda media;
tiene un suo blog, commenta i vari eventi,
si interessa e si intende di tante cose tra cui break dance.
In questi giorni mi ha mandato una poesia sulla sua infanzia
che io condivido volentieri qui con voi
perchè se Linda ci ha ispirati per il nome ... un motivo c'è.



Ricordi d’ infanzia, di Linda del conte.

Mi ricordo il prato verde,
i cani che giocavano con me,
la neve,
i fiori,
mi ricordo la casa di Cercina.

A ripensare a quel luogo un po’ magico
legato alla mia infanzia,
legato ai miei momenti più felici,
mi prende un po’ di nostalgia.

Mi piaceva passeggiare nel bosco,
dare le carote al cavallo,
sguazzare nella piscina,
crogiolarmi al sole,
mi piaceva abitare li.

Linda Del Conte.








sabato 11 febbraio 2012

Ciao Colombre - Appunti 21

Ieri a giro ...
la fontana delle rampe del piazzale michelangelo

una donna simpatica si è offerta di sua iniziativa di farci una foto ...


La nostra giornata tipo in questo periodo.
  • 6:00 si svegliano e poppano.
  • 7:30 biberon.
  • 8:30 con grande impegno, da parte nostra, si addormentano entrambe su di me nella seggiola a dondolo. Le due ore che dormono con me sono l'unico momento veramente libero di Maria Carla.
  • 10:30 si svegliano e poppano.
  • 11:00 bieron.
  • 11:30 di solito usciamo a camminare con i bimbi in fascia perché ci dà la sicurezza che dormiranno tranquilli. Qualche volta restiamo a casa, li facciamo giocare nella palestrina, e, con infinità pazienza, proviamo poi a farli riaddormentare.
  • 13:30 si svegliano e poppano.
  • 14:00 biberon.
  • 14:30 usciamo.
  • 16:30 bagno o palestra.
  • 17:00 poppano.
  • 17:30 biberon.
  • 18:00 Momento difficile. Fanno fatica a calmarsi e dormire. Quando possiamo ed abbiamo ancora energie, usciamo. Altrimenti restiamo a casa ma difficilmente si riesce a farli dormire, restano in uno stato di veglia agitato.
  • 20:00 si svegliano e poppano.
  • A questo punto si addormentano sulle poppe. Maria Carla li tiene sulla seggiola a dondolo. Qualche volta, raramente proviamo a portarli a letto. Molte altre volte, li lasciamo lì e ci rilassiamo un po' sapendo che dormiranno tranquilli per qualche ora.
  • 22:30 si svegliano e prendono il biberon.
  • 23:00 li addormentiamo, piuttosto facilmente.
  • 02:00 si svegliano e poppano.
  • 03:00 biberon.
  • 03:30 li addormentiamo, facilmente a quest'ora.

Mulinare braccia e gambe.
I nostri bimbi hanno smesso di mulinare braccia e gambe in qualunque situazione.
Quando sono molto piccoli, i bimbi ricorrono al far roteare le gambe e le braccia
come metodo per affrontare ogni problema.
- Hanno caldo: roteando braccia e gambe allontano coperte e lenzuoli,
- Hanno freddo: roteando braccia e gambe forse si scaldano,
- Cercano la poppa: roteando braccia e gambe strisciano in avanti sperando che la poppa sia più avanti,
- Hanno mal di pancia o di stomaco: roteando braccia e gambe si smuovono i gas nello stomaco e nell'intestino.
- ...
Insomma. La parte neurologica del sistema locomotore è molto poco evoluta per un bimbo appena nato. La natura ha selezionato come movimento di base da conoscere fin dall'inizio quello più semplice che ottenesse qualche risultato nel maggior numero possibile di situazioni difficili.
Roteare gambe e braccia è stata la scelta.

Dormire e suzione.
L'altra attività motoria che il bimbo appena nato sa fare è poppare.
A quattro mesi un bimbo ha già fatto circa 1000 poppate.
Stimando che ogni poppata è fatta di svariate centinaia di suzioni,
possiamo dire che a 4 mesi un bimbo ha già fatto il gesto del ciucciare circa
MEZZO MILIONE DI VOLTE.

E' un gesto che dà dipendenza.
Che traccia un solco nel cervello.
Che si attiva facilmente.
Che ha origine evolutive antichissime.
Che fa attivare la peristalsi in tutto il tubo digerente,
come avveniva nei nostri lontanissimi antenati che avevano solo quello.

Nei piccoli e nei prematuri bloccare il gesto della suzione può essere molto difficile.
E dormire con la sensazione di dover poppare è quasi impossibile.
Per questo è stato inventato il ciuccio.
Mi chiedo cosa usassero come ciuccio migliaia e milioni di anni fa ...

Colombre - Epilogo


Piano piano sono sparite parti del disegno.
Dal Colombre 1 al Colombre 6 è andata via la barca, il cielo scuro, le scritte, il capitano.
Sono andati via perché non servivano ad affrontare il colombre.
A vederlo per quello che è.

Adesso è andato via anche il Colombre.
Mi piace però pensare che è andato via in un modo diverso.
E' semplicemente tornato a nuotare tranquillo dentro al mare.
Mi piace pensare che se uno ci fa pace,
che se uno lo conosce,
allora lui nuota tranquillo ed è sempre là sotto pronto
ad aiutarci, a darci forza, a darci calma.

Resta per noi un mare bello, un mare calmo,
che ci rappresenta e dice che noi prendiamo forza dal colombre.

Nei rapporti con gli altri,
nel rapporto con i nostri stessi pensieri,
non è sempre facile trovare questa calma e questa sicurezza.
Questa capacità di sapere come affrontare la reltà.

Il Colombre sta lì a dirci che però vale la pena
di provarci. Che la perla delle perle esiste,
e che si può stare bene.

Per questo il Colombre mi piace,
per questo la storia del Colombre mi interessa.

Grazie Colombre.
Viva il Colombre.

guzman.

Il colombre 
Il colombre 2
Il colombre 3
Il colombre 4
Il colombre 5

Meyer.
Ci ha contattato il segretario della Fondazione Meyer
dicendoci che, non so come, si era imbattuto nei nostri post sul Meyer e
chiedendoci se poteva riprodurre un nostro post di ringraziamento al Meyer
nei loro canali sociali.
Ne saremo onestamente onorati.
Poter aiutare il Meyer ci rende felici.

Black Out.
Ieri notte è mancata la luce.
Per un attimo mi sono chiesto come avrei fatto ad affrontare la nottata se non tornava la luce.
Non mi sembrava di avere ne candele ne accendini.
Mentre Maria Carla ed i bimbi dormivano ho, a tentoni, trovato fortunatamente una candela 
e pensando a tutte le possibilità per accenderla mi sono poi ricordato di avere,
sperduto in un cestino, un affarino in grado di fare scintille che conservo fin da ragazzo
perché mi sta simpatico.
Ho frugato a lungo nel buio totale dentro al cestino fino a trovare l'affarino.
Ero sul punto di scoccare una scintilla per accendere un fuoco dei fornelli ...
quando la luce è tornata.
Per la prossima volta so già come procedere.

Il post di oggi è un po' meno lungo rispetto a quelli che ho scritto recentemente
proprio a causa del black out.




venerdì 10 febbraio 2012

4 Mesi - Appunti 20


In 4 Mesi. 


 Luca:

Linda:






La nostra passeggiata di oggi ..
Oggi abbiamo camminato parecchio: 4ore, 16km (senza contrare il tempo di 2 soste biberon).
Percorso: piazza beccaria, viale michelangelo, piazzale michelangelo, ponte vecchio,  piazza della repubblica, piazza beccaria, piazza della repubblica, ponte vecchio, piazzale michelangelo, viale michelangelo, piazza beccaria, sant'ambrogio, via degli alfani, via dei servi, duomo, via calzaiuoli, via pandolfini, piazza beccaria, casa!








  ingrandisci 

Era bel tempo.


Ovviamente al piazzale abbiamo fatto delle foto:

Speravamo di fare qualche foto per il concorso "Bimbi in fascia d'inverno",
ma non era una situazione invernale ...
[Per ora la foto più votata da spedire è la numero 3, contiamo di farne altre]

Al piazzale abbiamo conosciuto una ragazza con due gemelli, un maschio e una femmina:
Ciao, Sara.

E passiamo agli appunti di oggi.

Appunti 20.

Velluto.
La pelle di Linda è velluto.
Quando è in fascia è non la vedo bene
provo a mettere le dita dentro la fascia
per capire come è messa con la testa
ma quando tocco sento solo velluto
ed impossibile interpretare cosa si sta toccando.
Le guance sono velluto.
Le tempie sono velluto.
Gli occhi sono velluto.
La bocca è velluto.
Il mento è velluto.

I capelli sono velluto.
Un velluto diverso, questo si,
ma sempre velluto liscissimo.

Guardarsi tra fratelli.
Luca e Linda hanno preso a guardarsi, a cercarsi. 
Ai cambi invece di guardare chi li accudisce,
cercano di sbirciare verso la postazione accanto
dove sentono la voce, i suoni o i pianti del fratello o della sorella.
Hanno sempre saputo, io credo, di non essere soli
ma adesso hanno scoperto di poter osservare
l'attività reciproca.
Li mettiamo anche faccia a faccia varie volte:
Linda osserva un po' stranita,
Luca è incuriosito e intimidito
e cerca di capire, come sempre, se è il caso di fare i suoi "AhhOhh".
 
Promesso in video.
La nostra amica Alessandra ha filmato un video
nel quale prometto che non sarò geloso
quando Linda (fra molto credo) avrà i suoi fidanzati.
Il video sarà reso disponibile da parte di Alessandra
e potrà essere usato contro di me.
Ne sono contento.

Teoria.
Dopo tutti i miei studi tecnici,
ho fatto due anni di scuola per l'insegnamento (SISS).
Tra i corsi c'erano anche esami di Pedagogia, Psicologia, Sociologia ...
Visto che era una scuola per l'insegnamento
Mi sarei aspettato l'esposizione chiara
di quello che sono le conoscenze riguardo
alla realtà psichica di bambini e ragazzi, nei vari loro aspetti. 
Di modo che poi, da insegnante, avrei saputo orientarmi
difronte ai comportamenti dei ragazzi.

Falso.
Nulla di tutto ciò.
Nessuna esposizione chiara.
Nessuna indicazione precisa.
E soprattutto nessuna teoria coerente.

Perché?
Perché le teorie diffuse sulla realtà mentale dei ragazzi
sono teorie ottocentesche fallimentari
che palesemente non riescono ad essere usabili.
Questa purtroppo è la situazione.
L'accademia in questo settore (forse volutamente)
brancola nel buio.
[Ne scriverò ancora].

Psichiatria - La Fantasia di Sparizione.
Il bimbo nasce.
Viene investito da stimoli stressanti: luce e freddo in primis.
La traccia mentale del benessere fisico che percepiva nell'utero
lo spinge a cercare di ricreare quelle condizioni
ed a cercare di far sparire gli stimoli stressanti.
E' la prima istanza della fantasia di sparizione
e addirittura la prima istanza di pensiero specificamente umano
(perchè, nell'utero, checché se ne dica, non c'è vita psichica).

Ma cos'è la fantasia di sparizione e come funziona.
La fantasia di sparizione è stata scoperta e descritta dallo psichiatra Fagioli.
Mi arrischio a descriverla anche se non sono psichiatra
(ma è quello che più di ogni altra cosa avrei voluto fare ... [racconterò un'altra volta]).

Essa funziona cosi:
  • c'è una situazione angosciante o stressante,
  • fantastico di renderla non esistente,
    la penso non esistente nella mia mente,
    la faccio sparire nella mia mente
  • contemporaneamente faccio sparire il pensiero stesso di essere stato io a far sparire la situazione angosciante in modo da cancellare le tracce di quanto ho fatto,
  • conclusione: la situazione che mi angosciava non esiste più nella mia mente e siccome non sono stato io a farla sparire (almeno così io credo) non vi è altra spiegazione che pensare che la situazione non esiste veramente.
La pulsione che sostiene la fantasia di sparizione di chiama
pulsione di annullamento perché è una sorta di spinta ad annullare
parti della realtà, a fantasticarle non esistenti.

In generale attuare la fantasia di sparizione contro situazioni della realtà
è un comportamento patologico perché mette il soggetto
nelle condizioni di non rapportarsi con la realtà per quello che è veramente
ma con una sua visione alterata della realtà in cui certe parti sono sparite.
Ovviamente rapportarsi con la realtà senza vedere a pieno quello che è
non è una situazione sana.

Nello specifico dei primi secondi di vita tuttavia la fantasia di sparizione
gioca un ruolo fondamentale tutt'altro che patologico.
Essa permette, grazie all'annullamento della realtà materiale circonstante,
la realizzazione della prima immagine interna:
l'idea che debba esistere qualcosa di soddisfacente,
che ci debba essere qualcuno in grado di rispondere,
che ci sia un seno a cui attaccarsi.
E' questa prima immagine che costituisce la base per la vitalità umana
e per la sua identità.

In base a questa teoria il bambino quindi non sarebbe mostro
(come sostenuto da molte teorie tra cui quella freudiana che dice
che "il bambino nasce polimorfo e perverso")
ma sarebbe vitale ed in cerca di rapporti.

Se i rapporti non lo deluderanno
il bambino salverà la sua vitalità e sanità.
Se i rapporti lo deluderanno
il bambino (poi ragazzo e uomo) andrà in contro a rabbia, odio, malattia psichica.
[Voglio in futuro provare a parlare di alcune di queste dinamiche].

___________

Credo che sapere qualcosa di come funziona la realtà psichica sia importante.
Ho intenzione ogni tanto di scrivere qualche appunto a riguardo
per poter io stesso rivedere in dettaglio vari meccanismi di cui ho letto
ma che nello scrivere mi diventano più chiari.
Spero di aver descritto in maniera abbastanza chiara e corretta il meccanismo della fantasia di sparizione.
Si tratta di una dinamica psichica fondamentale la cui conoscenza
permette di interpretare molti aspetti della realtà umana.

E parlando di mostri ...


Colombre 5.
Eppure a guardarlo da vicino non era così pauroso.
A conoscerlo non era così terrificante.

La bocca mostruosa vista da vicino diventava un sorriso.
I quattro occhi diventavano meno strani.
I denti distanti diventavano comici.

A vederlo da vicino si scopriva che era buono. Simpatico. Alla mano.
Avrebbe anche voluto essere socievole. Stare con gli altri. Condividere idee, pensieri, giochi, passioni.

Ma il colombre faceva paura.
L'aspetto lo rendeva inquietante.

E forse peggio.
L'aspetto lo rendeva perturbante.

Il suo venir su dal profondo del mare,
il suo venir fuori da mondi sconosciuti,
il suo esigere uno sguardo nuovo per essere capito,
turbava gli animi degli uomini.

Avvicinarsi al colombre implicava mettere in crisi le proprie convinzioni.
Implicava rinunciare all'idea che fosse un mostro.
Implicava affrontare l'ignoto senza imbavagliarlo con immagini vecchie.

«Quanto mi hai fatto nuotare.
E tu fuggivi, fuggivi.
E non hai mai capito niente»

«Perché?» fece Stefano, punto sul vivo.
«Perché non ti ho inseguito attraverso il mondo per divorarti, come pensavi.
Dal re del mare avevo avuto soltanto l'incarico di consegnarti questo.»

E lo squalo trasse fuori la lingua,
porgendo al vecchio capitano una piccola sfera fosforescente.

Stefano la prese fra le dita e la guardò. Era una perla di grandezza spropositata.
E lui riconobbe la famosa Perla del Mare
che dà, a chi la possiede,
fortuna, potenza, amore,
e pace dell'animo.

guzman. 

Il colombre 
Il colombre 2
Il colombre 3
Il colombre 4
Il colombre 5


Quanti esseri umani fino ad oggi ?
Vi siete mai chiesti quanti sono gli esseri umani
vissuti fino ad oggi ?
Beh sono molti di più di quelli che normalmente si crede.

Gli esseri umani vissuti fino ad oggi sono più di 100 miliardi.
Per la precisione 107 miliardi, 602 milioni, 707 mila e 791,
includendo Luca e Linda.



mercoledì 8 febbraio 2012

Confronto - Appunti 19

Confronto ...
8 Febbraio - 5.5kg
28 Dicembre - 4kg

15 Novembre - 2kg
I bimbi pesano al momento circa 5.5kg adesso.
Le notti vanno decisamente meglio nel senso che i bimbi
richiedono di poppare molto meno frequentemente.
Pensiamo che se poppano abbastanza di giorno potrebbero fare anche delle lunghe tirate di notte.
Le cose vanno bene in generale ma i rari momenti di pianto dei bimbi
(Linda dopo mangiato e Luca quando ha qualche dolore)
mi producono ancora un certo nervosismo perché vorrei vederli stare sempre bene.
Al solito, ho imparato, l'unica soluzione è stare calmi e non essere bramosi.
Tra l'altro si avverte più forte di prima la voglia dei bimbi di stare
con noi solo per il gusto di stare insieme e guardare il mondo insieme.
Sono cresciuti come comportamento, calma, interazione col mondo.
Penso che siano in una fase di forte sviluppo cerebrale
che, come riposo, richiede anche lunghi momenti di rilassamento in compagnia.
Ci capita sempre più frequentemente con Maria Carla
di trovarci a ridere di gusto per cose qualunque,
segno del fatto che i periodi più impegnativi e di maggiore preoccupazione
stanno passando e del fatto che cominciamo a godercela davvero.

Tra l'altro mi piace il fatto che quando ridiamo forte con i bimbi in fascia,
loro non si fanno problemi e non si svegliano.
Accettano tutto delle nostri voci e dei nostri movimenti quando stanno in fascia.

Ed ancora un'altra cosa sulla fascia ...
Ne ho dette tante sulla fascia.
Ma forse non ho detto che la fascia crea uno spazio
che i bimbi riconoscono come proprio.
Uno spazio, per piccolo che sia, che gestiscono da soli
decidendo dove guardare, come tenere la testa, dove mettere le mani.
Nella fascia il concetto di spazio è molto meglio definito
che in un lettino o nella culla della quale i piccoletti non colgono i limiti.
In qualche modo è anche significativo che sia il genitore
ha definire il confine dello spazio del piccolo
e la sua separazione dal mondo esterno.

[Tenterò in futuro di dire delle cose
sui concetti di spazio e di tempo]

"Non è facile, ma spesso riusciamo ad addormentarlo ... "
"... al babbo".
ce l'abbiamo fatta ... ora dorme tranquillo!
(fa tante teorie e poi si addormenta lui invece di far dormire noi)
Microaggiustamenti.
E' curioso come i piccoli aggiustamenti facciano la differenza per i bimbi.
Magari sono li che si lamentano un po' e non riescono a dormire.
Uno li sposta un pochino, mette la guancia a contatto con la coperta,
ruota leggerissimamente la testa ... e zac, ritrovano l'equilibrio interno e magari dormono.
Micoaggiustamenti.
Talvolta hanno più effetto di grandi aggiustamenti che rischiano di svegliarli del tutto.

Automatismi.
Certe fasi della giornata sono scandite da automatismi ormai meccanici:
metti i bimbi a poppare, scalda l'acqua per il latte, sterilizza i biberon,
metti l'acqua per i the di Maria Carla (deve bere molto ),
metti la dose di polvere nei biberon ... ecc.

Sono fasi importanti e necessarie.
Che i bimbi, indirettamente, apprezzano.

Ma ovviamente, preferisco di gran lunga i momenti non meccanici della giornata.
Preferisco di gran lunga i momenti di vera interazione con i bimbi
quando si ha l'incertezza totale su quel che succederà. 

Commentando con Giovanna.
Riporto questo commento che ho scritto a Giovanna
riguardo al post sui sensi e sul dormire,
perché può avere un interesse.

Ciao Giovanna,
è già varie settimane che medito intorno a questo tema del dormire ...
Sono molte le cose che ho pensato e magari poi ne scriverò altre.
Il fatto è che uno si rende conto dell'importanza del dormire
ed allo stesso tempo di quanto può essere difficile per i bimbi
riuscire a farlo in certe condizioni ...

Riguardo ai 18 gradi bisogna proprio dire che i bimbi sono delle centrali nucleari ...
producono calore in quantità.
Per vari motivi:
- hanno ritmi accelerati per poter far crescere l'organismo,
- sono corti e quindi la circolazione sanguigna è molto efficiente,
- disperdono poco calore ...
- altri fattori che non so ...

Quando si hanno i bimbi in fascia ci si rende conto di quanto calore producano.
Anche con -10 gradi mi sono sempre messo solo la felpa sotto la giacca per uscire
perché Linda è un cappotto termico imbattibile.
Infine bisogna dire che io e maria carla siamo abituati a vivere
senza accendere il riscaldamento per cui i 18 gradi che vogliono i bimbi
ci sembrano normali :)


Cucchiani e DNA.
Riguardavo la foto che ho messo ieri, quella dei cucchiaini:


e mi faceva ripensare a quando faccio disegnare il DNA al computer
ai ragazzi di terza con Sketchup:


Vengono sempre bei lavori.
E mi piace interpretare DNA come "Disegnamolo Noi Adesso".

Vabbe, per dire, immagini che passano per la testa ed a cui sono affezionato.

"Lo so che ci sei"
Quando tengo Linda in collo, non mi guarda quasi più.
La cosa li per li mi dava da pensare.
Avevo voglia di interazione.
Poi ho capito il suo pensiero:
"lo so che ci sei, che mi arreggi ... ora fammi vedere il mondo".
Credo di non sbagliare nell'interpretare il suo atteggiamento.
Ci sono vari segnali che mi dicono che è quello il suo pensiero.

Mi commuovono i loro pensieri.
Il sistema locomotore è fortemente immaturo,
ma non per questo non hanno le idee chiare su tante altre cose.

"Provo con te ..."
All'inizio entrambe i bimbi dormivano solo su di noi.
Letteralmente SU DI NOI.
Noi facevamo da letto per loro.
E' andata avanti cosi per mesi.
Poi hanno accettato il letto ed ora gli piace tanto.

La stessa cosa mi sembra possa succedere con la sdraietta.
Per il momento preferiscono la sdraietta umana, che sono io (si veda la foto più in alto),
perché è più confortevole e rassicurante.
Quando vorranno passeranno forse poi alle sdraiette inanimate
sulle quali potranno comunque continuare ad osservare il mondo
(quando non lo osservano dalle fasce).

Per oggi basta ...
Ok, per oggi basta con gli appunti ...
Le altre note che ho preso le lascio sedimentare ...
così maturano e le scrivo quando sono pronte.

[Sono ancora tantissime le note prese]. 












Stimolare tutti i sensi ... e dormire

in palestra
ogni confezione di latte in polvere ... un cucchiaino.



Stimolare i nove sensi.
Questo post rischia di essere un po' noioso perché troppo teorico,
Diciamo che l'ho scritto per ragionare a voce alta (a parole scritte, dovrei forse dire)
e mi arrischierò in territori a me sconosciuti, con un nesso finale con l'informatica.


Dicevo l'altro giorno dei nove sensi.

Dicevo di come sia ovviamente importante stimolare i sensi per favorire la crescita.
Allora mi viene da pensare a quali sono le attività per stimolare ciascuno dei sensi.
Non sono chiaramente un esperto e parlo solo per quel poco che ho visto e provato,
se avete idee e consigli a riguardo sono bene accetti.

  •     La vista.
    La vista è stimolata durante tutto il giorno nelle ore di veglia.
    Però è possibile stimolarla anche mostrando cartoncini (o libri) con disegni schematici
    con molto contrasto. In questo modo si stimolano non solo la vista
    ma anche i processi di elaborazione delle immagini percepite.
  •     L'udito.
    L'udito è stimolato con continuità sia durante la veglia che durante il sonno.
    Le ore in fascia sono molto stimolanti per l'udito perché i bimbi stanno insieme a noi
    in mezzo al mondo.
    L'altro aspetto importante è parlare, cantare, fare ascolare musica.
    In questo modo si stimolano anche i processi di elaborazione dei suoni percepiti.
    I bimbi sono attratti in particolare dai toni più alti.
  •     L'olfatto.
    L'olfatto viene di solito trascurato.
    L'unico mio esperimento è far annusare il latte pronto ai bimbi mentre dormono:
    si mettono a ridere nel sonno.
  •     Il gusto.
    Troppo presto per i nostri ancora. Poi dovranno assaggiare via via tutto immagino.
  •     Il tatto.
    Ora che le mani cominciano a distendersi è possibile far accarezzare ai bimbi varie superfici
    e non solo fargli afferrare oggetti.
    I bimbi stimolano naturalmente il tatto durante la poppata sia al seno che col biberon. In quel momento infatti sono soliti accarezzare ciò che hanno a portata di mano.
  •     La termopercezione.
    Penso che uscire fuori e sentire il freddo sul volto sia stimolante per il senso della percezione
    delle temperature.
    L'altro aspetto importante è non tenerli troppo imbacuccati e troppo al caldo in casa.
    Al corso ci hanno insegnato che 18 gradi vanno benissimo.
  •     La percezione del dolore, del pizzicore e del solletico.Solleticare il bimbo quando ne ha voglia aumenta la sua sensibilità.
  •     La propriocezione,
    [Ricordo che la propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere
    la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli,
    anche senza il supporto della vista. In altre parole: io so come è messa la mia gamba anche se non la vedo.]
    Far fare al bimbo esercizi ginnici (strisciare, gattonare ....) è l'ovvia attività per stimolare questo senso.
    Ma anche massaggiare il bimbo oppure fargli fare ginnastica passiva sono ottimi metodi
    per stimolare la conoscenza del proprio corpo e la propriocezione.
  •     L'apparato vestibolare, o dell'equilibrio.
    Gli esercizi ginnici sono fondamentali anche per l'equilibrio.
    L'altra attività fondamentale sono gli spostamenti passivi del bimbo nello spazio:
    dondolare, vola-vola, testa in giù, ... e tutte i movimenti che vengono in mente.
    Ho notato che non ci sono movimenti spaziali non graditi ai bimbi
    se fatti con cura.
Addormentarsi.
Immaginate adesso che il bimbo ha allenato tutte le sue capacità
e che tutti i suoi sensi sono stati stimolati.
Il suo cervello in formazione si trova in un turbine di informazioni
che devono essere organizzate.
Ed ancor prima di organizzarle si trova a dover fare collegamenti sinaptici nuovi
che rendano possibile il dialogo tra aree diverse del cervello
per poter elaborare le informazioni.
In questo turbine di segnali e cambiamenti importanti del cervello ...
noi pretendiamo che si addormenti.

Quanto segue è una mia ipotesi: 
Gli stimoli che continuano ad arrivare dal mondo rendono
difficile trovare un po' di quiete per il nostro cervello.
Le possibilità sono allora due.

  • La prima opzione, quando possibile, è ridurre o abolire gli stimoli.
  • La seconda opzione, per certi organi di senso, è quella di stimolarli con del rumore di fondo che renda momentaneamente l'elaborazione delle informazioni percepite da quel senso, inutile.
Mi spiego meglio.
La prima opzione mi sembra ovvia:
abbassare le luci, non fare rumore, non cucinare, non solleticare il bimbo, tenere la temperatura stabile, non cambiare la posizione delle varie parti del suo corpo, non spostarlo ... insomma ridurre il più possibile tutti gli stimoli esterni.
Questa soluzione che sembra ovvia, e che ha la sua efficacia, ha il difetto di non riuscire a distogliere l'attenzione del bimbo da tutti i processi che stanno comunque avvenendo nel suo cervello.
Perché anche con gli stimoli ridotti al minimo, l'elaborazione delle informazioni ricevute in precedenza continua e questa intensa attività cerebrale, credo, può tenere il bimbo in uno stato di non rilassamento.

La seconda opzione, attuata anch'essa da sempre, è simolare i sensi con informazioni ripetitive o caotiche che sommergano momementaneamente tutte le altre informazioni in modo da distrarre l'attenzione e costituirsi come stimoli a bassa informazione.
Nel caso di stimoli ripetitivi la bassa informazione è costituita proprio dal loro essere ripetivi,
per cui l'informazione si ripete.
Nel caso di stimoli caotici la bassa informazione è costituita dal loro essere umanamente
privi di significato perché, appunto, caotici.
Mi spiego (seguendo un ordine diverso nella trattazione dei vari sensi):
  • Propriocezione.L'apparato locomotore è in pieno sviluppo durante i primi mesi di vita del bimbo.
    Questo fa si che al bimbo capiti di muovere incontrollatamente braccia e gambe perché il cervello sta affinando i meccanismi.
    Il movimento continuo di braccia e gambe risulta poi essere uno stimolo continuo per la propriocezione. E questo stimolo a sua volta può rendere difficile il sonno.
    Abolire lo stimolo significherebbe abolire il movimento di braccia e gambe
    e ciò coincide con la soluzione di fasciare il bimbo come facevano nel 1800.
    In alternativa si può cullare il bimbo in braccio facendo ciondolare gambe e braccia,
    questo creerà un movimento ritmico delle gambe e delle braccia che, in quanto ripetitivo,
    sarà percepito dal cervello come bassa informazione che non necessita di grandi elaborazioni.
  • L'apparato vestibolare, o dell'equilibrio.Anche in questo caso può essere difficile abolire lo stimolo perché i movimenti continui, involontari, del bimbo costituiscono accelerazioni percepite dal sistema vestibolare come informazioni.
    Anche in questo caso cullare e dondolare il bimbo costituisce una soluzione perché crea uno stimolo ripetitivo per l'apparato vestibolare che il cervello riconosce come stimolo a bassa informazione.
  • L'udito.Isolare tutte le sorgenti di suoni può essere difficile e più difficile ancora è rilassare il cervello che ha immagazzinato milioni di stimoli uditivi nell'arco della giornata.
    In questo caso lo stimolo ripetitivo o caotico è costituito, rispettivamente, dalle nenie, cantilene, ninna nanne, filastrocche, musica classica, ... oppure dal rumore bianco che i bimbi piccoli adorano perché in certo senso costituisce uno stimolo privo di informazione. ..
    Rumore bianco è anche quello che i bimbi percepiscono in fascia ... macchine, brusii, rumori della città ...
  • Tatto.Il tatto è sensibile alle variazioni di percezione. Se non ci sono variazioni allora lo stimolo tattile è nullo. In altre parole: non sento i vestiti addosso se non quando mi sfregano addosso.
    La fascia o la fasciatura rendono lo stimolo tattile sul bimbo pressoché nullo.
    In alternativa il dondolio tenendo il bimbo in collo crea uno stimolo tattile ripetitivo che, al solito, non stessa il cervello in quanto ha poca informazione.
  • Vista.La vista gioca un ruolo speciale. [di cui voglio riparlare]
    Chiudendo gli occhi è possibile abolire gli stimoli visivi.
    Ma la chiusura degli occhi arriva solo col sonno.
    Il dondolio ed il camminare facendo sempre lo stesso percorso costituiscono una possibilità
    per diminuire le informazioni che arrivano con gli stimoli visivi.
    In alternativa si potrebbe pensare di mettere i bimbi davanti a un televisore mal sintonizzato ...
    però l'idea non mi piace.
  • Gusto, olfatto non danno problemi.
  • Termopercezione. Non dà problemi se la temperatura è adeguata.
  • La percezione del dolore.Quando il bimbo ha dolore è difficile per lui dormire. In questo caso c'è poco da fare,
    tuttavia la fascia sembra essere lenitiva di molti dolori grazie ai massaggi che attua su tutto il corpo.
Riassumento:
- il cervello è sommerso di stimoli,
- l'elaborazione degli stimoli può diventare stressante,
- l'arrivo di nuovi stimoli può essere ancora più stressante,
- dormire in queste condizioni può essere difficile,
- l'importante allora è che gli stimoli che arrivano siano stimoli a bassa informazione
(nel senso informatico del termine secondo quanto definito dalla teoria dell'informazione,
ossia stimoli con bassa entropia), oppure stimoli con entropia altissima (ossia rumore)
ed informazione cosi alta da risultare umanamente inutile.

Per ogni organo di senso è possibile pensare ai casi di:
- stimoli nulli (nessuna informazione),
- stimoli ripetitivi con bassa informazione,
- stimoli caotici (con informazione umanamente inutile come nel caso del rumore).
Ciascuno di questi casi è un buon sonnifero.


Ascoltando il rumore del video si può notare come si tratti di un misto di ripetizione e caos.





oggi sull'arno ghiacciato


lunedì 6 febbraio 2012

Fuori anche col freddo

Aggiornamento.
Anche in questi giorni di freddo,
Continuiamo a uscire con i bimbi in fascia ...
Lo pretendono ...
Ci sono abituati
E non gli frega del freddo.

Le giornate sono ancora impegnative.
E non uscire le renderebbe ancora più difficoltose
perché senza uscire in fascia i bimbi fanno fatica ad addormentarsi durante il giorno.


Concorso fotografico.
Abbiamo scoperto che c'è un concorso di fotografia
il cui tema è: Bimbi in fascia d'inverno.
Senza grandi pretese contiamo di partecipare con una nostra foto ...
Il premio è un tipo speciale di fascia detto "mei tai"
(si tratta di un interessante incrocio tra la fascia ed il marsupio
che mette insieme i vantaggi di ciascuno:
aderenza della fascia, facilità del marsupio ...).

Stiamo allora provando a fare delle foto nelle nostre uscite in questi giorni freddi.
Ma ci sono varie difficoltà:
  • il freddo, ovviamente, che gela le mani,
  • il vento che non permette di mettersi nelle posizioni migliori per la foto
    per non esporre i bimbi,
  • il fatto che fa freddo ma è difficile mostrarlo nella foto,
  • la luce che non è delle migliori,
  • il fatto che nella foto si dovrebbe vedere
    Luca, Maria Carla ed uno sfondo significativo,
    ma non è facile far entrare tutto nella stessa inquadratura
    (si potrebbe fare anche una foto con tutti e quattro noi,
    ma allora la dovrebbe scattare qualcun altro ... )
  • la mia difficoltà ad assumere posizioni particolari per scattare la foto
    perché ho Linda in fascia ...
  • il fatto che i bimbi vogliono che noi camminiamo e non che stiamo fermi
    in un posto gelido giusto per fare una foto ...
In ogni caso abbiamo fatto un po' di prove
e se qualcuno di voi ha voglia di dirci quale sembra migliore per partecipare al concorso
ve ne saremo grati.

Foto 1:
si, quello dietro è ghiaccio ...
Foto 2:

Foto 3:

Foto 4:

Foto 5:

Foto 6:

Foto 7:





Per finire ecco altre foto di oggi che non c'entrano col freddo ...




La nostra vita sociale è molto ridotta in questo periodo,
un po' per scelta, un po' per il freddo, un po' per le difficoltà materiali ...
Voglio ringraziare Cristina e Giovanna che con i loro commenti
colmano il nostro bisogno di socialità.

ciao,
guzman.



domenica 5 febbraio 2012

Appunti 18.


Penso alla storia ...
Penso alla storia.
Non a quella dei libri.
Non a quella dei grandi condottieri.
Non a quella degli uomini,
nel senso di esseri umani di sesso maschile.

Penso alla storia delle donne.
Ed alla storia delle donne che hanno avuto figli.

Penso a come tenevano i figli
le donne nel Medio Evo.
Come tenevano i figli
le donne all'epoca degli antichi romani.
Come tenevano i figli
le donne dell'antico egitto.

Come li portavano a giro ?
Come ci giocavano ?
Quanto ci giocavano ?
Li stimolavano ?
Come li stimolavano ?
Cosa facevano quando il bimbo piangeva ?
Cosa provavano quando il bimbo piangeva ?

Penso a tutta questa storia che nei libri di storia non c'è.
Eppure il genere umano passa di là.
Non sarebbe sopravvissuto senza il lavoro (sommerso) di
tutte le donne che hanno cresciuto i figli.

Non so niente di loro.

Poi vado ancora più indietro.
E penso alle donne con i bimbi nelle caverne delle preistoria.

Ormai si sa,
erano loro che dipingevano sui muri.
Sono loro che hanno dato il via all'arte.

Vorrei immaginarle mentre allattano vicino al fuoco ...
Vorrei immaginarle mentre cullano i bimbi ...
Vorrei immaginarle mentre scambiano sguardi affettuosi con i loro cuccioli ...
sguardi affettuosi nonostante il mondo cirocostante anaffettivo.

Sono immagini che gridano forte
che la vitalità degli esseri umani
resiste a tutto.





__________

E' nel rapporto con la mamma,
nel primo anno di vita,
che si struttura l'identità ed il pensiero.


guzman.

L'inquadratura si allarga.
Via via che i bimbi crescono l'inquadratura si allarga.

Si allargano le inquadrature nelle foto:
perchè i movimenti dei bimbi diventano più visibili ed importanti.
Si allarga la cornice dei temi trattati.
Si allargano i loro orizzonti
quando fanno capolino dalla fascia per sbirciare
com'è fatto il mondo fuori casa.

Ancora una volta sulla fascia ...
Il punto di vista sul mondo di un bambino i fascia o nel marsupio
è molto diverso dal punto di vista di un bambino nel passeggino
o in carrozzina.
Una idea precisa ce la da il seguente video (in lingua straniera,
ma contano le immagini ed i suoni ...)





Col passare dei mesi la posizione dei bimbi in fascia è cambiata:
Siamo partiti con la fascia a culla,
siamo passati presto ad usare la fascia pancia a pancia (ma con le gambe dentro),
adesso stiamo passando ad usare la fascia pancia a pancia con le gambe fuori ...

Tutto da reinventare.
Sarà che fa freddo ed i ritmi sono diversi.
Sarà che fa freddo e lo sentono anche i bimbi.
Sarà che i bimbi sono cresciuti ...
fatto è che le poche certezze che avevamo sui loro ritmi veglia-sonno-pappa
sono in questi giorni andate un po' perse.
Vogliono mangiare più frequentemente
ma quantità più piccole e,
come se non bastassero le difficoltà,
cominciano talvolta a sfasarsi tra di loro negli orari di allattamento e biberon.
Luca chiede di mangiare spesso.
Linda a volte rifiuta di mangiare agli orari che sceglie Luca ...
E cosi passiamo giornate intere a metterli sulle poppe
ed a preparare biberon ...
Giornate e nottate ...

Speriamo sia effetto del freddo.

Mentre ...
Mangio un boccone ...
mentre lavo un biberon ...
mentre metto l'altro biberon a sterilizzare ...
mentre metto una pentola sul fuoco ...
mentre Linda dorme sul mio petto ...
mentre chiudo la busta della spazzattura che si è già riempita ...
mentre cercavo di scrivere un post ...
mentre cercavo di leggere un messaggio ...
mentre verso l'acqua calda in tre tazze di the per Maria Carla ...
che deve bere molto,
mentre allatta ...
mentre spiluzzica della schiacciata ...
mentre aspetta la cena che mangerà con una mano ...
mentre continuerà ad allattare ...
mentre pensa alla logistica degli incontri futuri con i dottori ...
mentre cerca di leggere i post che ho scritto e vedere la sua posta ...

Mentre una volta
eravamo soliti concentrarci
su una sola cosa per mesi.

Obbligo di scrivere.
L' "obbligo" di scrivere in questo blog
è molto importante anche nel rapporto con i bimbi.
Mi aiuta a pensare.
Mi costringe a pensare.
Mi aiuta a cecare idee,
a vedere problemi,
a cercare soluzioni,
a fare ipotesi,
a stare dietro ai loro pensieri.

Posizioni per dormire ...
I bambini hanno imparato ad addormentarsi in vari modi
a seconda dei momenti della giornata:
  • sdraiati (a pancia in su, come impongono adesso) sul lettone con noi accanto,
    vedi figura nella nota successiva,
  • entrambe su di me al mattino presto mentre li cullo sulla seggiola a dondolo,
  • in fascia, basta fare un passo fuori casa ...
  • cullati in collo il pomeriggio ... (ma non funziona quasi più).

La notte.
La figura successiva rappresenta come passiamo la notte.
I bimbi stanno al centro del lettone con le braccia stese
(credo lo facciano per allargare lo stomaco).
E noi rimaniamo sui bordi del letto in bilico tra dentro e fuori.



Comunque va già molto meglio rispetto a prima che non riuscivano a dormire sdraiati.
Adesso, varie ore sul letto, con le dovute interruzioni ogni poche ore,
ci sembra comunque un lusso.

Sono in due, quindi ...
Quando erano appena nati sembrava che l'interazione tra Luca e Linda fosse maggiore.
Adesso che possono vedersi e toccarsi non sembrano interessati a farlo.
Forse danno per scontata la presenza l'un dell'altra
ed attendono il momento in cui l'interazione potrà risultare costruttiva e stimolante.
In ogni caso vale ancora il fatto che ciascuno dei due può fare all'altro
quello che vuole e l'altro non se la prende in nessun modo
come se sapesse di chi si tratta. 
Tutto questo per dire che il fatto di essere in due
non sembra per ora aver giocato un grosso ruolo, per loro.
Sicuramente lo ha giocato per noi.

Maria Carla e Luca.
E' più forte di noi.
Maria Carla si dedica molto di più a Luca
ed io mi dedico molto di più a Linda
durante le varie fasi della giornata.
Ovviamente a me piace stare del tempo anche con Luca
ed a Maria Carla piace stare del tempo con Linda,
però dividersi un po' i bimbi alleggerisce
il carico psicologico. Si crea un certo feeling,
una certa intesa ...
mc e luca
Estremisti.
Io e Maria Carla siamo sempre stati degli estremisti.
In tutto.
In tutto quello che abbiamo fatto da soli ed in quello che abbiamo fatto insieme.
Nello studio, nella matematica, nei principi di vita, nei viaggi ...
Tanto per dirne alcune:
- la matematica deve essere pura ed inutile ... altrimenti non vale la pena di studiarla,
- niente macchina, mai
- niente mezzi a motore se non pubblici,
- lunghissime passeggiate tutti i giorni, di solito 15km in 3ore,
- ecc.
Questo nostro essere estremisti non nasce da posizioni ideologiche,
ma è più una fissazione psicologica.

Una volta siamo partiti da Terracina (Latina) in bicicletta,
con due bici normali, senza allenamento, con due zainetti da scuola e una tenda ...
e siamo arrivati, 20 giorni dopo, ad Agrigento:


Ci rendiamo conto che anche con i bimbi ci mettiamo in condizioni estreme:
niente ciuccio, niente passeggino, ecc ... però ci piace provare le cose a modo nostro.
Se poi non riusciamo per lo meno ci abbiamo provato.

















I nove sensi ... La slitta.

Linda a traino, stimolazione dell'apparato vestibolare.

Gli organi di senso nell'essere umano sono, almeno, nove.
Si, nove.
Sebbene a scuola si parli sempre solo di cinque.

I nove sensi dell'essere umano sono:
  •     La vista,
  •     L'udito,
  •     L'olfatto,
  •     Il gusto,
  •     Il tatto,
  •     La termopercezione,
  •     La percezione del dolore,
  •     La propriocezione,
  •     L'apparato vestibolare, o dell'equilibrio.
I primi sei della lista qua sopra sono i cosiddetti organi di senso esterocettori perché
sensibili a stimoli provenienti da fonti esterne vicine al corpo.

La termopercezione è l'apparato che ci permette di sentire le temperature
dell'ambiente circostante, grazie ai recettori nella pelle, e le temperature del nostro
stesso corpo, grazie ai recettori interni al corpo.


L'apparato di percezione del dolore ci permette di sentire il dolore
ma anche il pizzicore e il solletico.

La propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere
la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli,
anche senza il supporto della vista.
In altre parole: io so come è messa la mia gamba anche se non la vedo.

L'apparato vestibolare è sensibile alle accelerazioni e ci dà il senso dell'equilibrio.

______


Gli organi di senso sono ovviamente fondamentali per gli esseri viventi
perché permettono l'interazione con l'ambiente.

Gli organi di senso sono ovviamente cruciali nell'apprendimento:
non c'è apprendimento senza stimolo.

Gli organi di senso giocano un ruolo complesso durante le fasi di addormentamento
(di cui proverò a parlare prossimamente).

_______

Nella foto qua sopra io gioco con Linda a trascinarla su una "slitta" ...
Il gioco è nato per caso ma ho notato che Linda era interessata ...
probabilmente perché tale gioco stimola il suo senso dell'equilibrio,
così come avviene quando si cullano i bambini per addormentarli.
Ci tornerò su, perché la questione è molto più complessa di quanto possa sembrare,
almeno così mi pare.