Con Linda e Luca ...: Foto Video Posts

domenica 16 novembre 2014

Idee pratiche

Come sapete, noi ci divertiamo a pensarle e provarle tutte
quando si tratta di cercare la strada per far bene con i bambini.
Anche se a dire il vero, non è propriamente vero che "le pensiamo tutte":
più semplicemente ci lasciamo trasportare dalla corrente.

In questo post, molto pratico, voglio raccogliere alcune delle idee
che abbiamo sperimentato per rendere la nostra casa stimolante per i bambini.
E quando dico stimolante non intendo dire semplicemente a misura di bambino,
ma effettivamente in grado di mettere i bambini in condizioni
di sviluppare le loro potenzialità.

- Niente specchio. Quando si tratta di arredare una casa per i bambini
tutti consigliano di mettere uno specchio in cui i bambini possono guardarsi.
"Lo specchio aiuta il bambino a trovare la sua immagine", ecc.
Niente di più falso secondo me. L'identità e l'immagine di se stessi,
quella che conta, viene da dentro, viene dai rapporti, non da fuori,
non c'entra nulla lo specchio.

- Niente porta del bagno (oppure porta aperta). Ne ho già parlato.
Per i bambini piccoli (sotto ai 3 anni) poter vedere cosa succede in bagno
è utile, importante, istruttivo. Non c'è niente di speciale da nascondere:
si fa pipì e popò.
Ed i bambini cominciano così a capire come si fa a fare pipì e popò,
da dove escono, come siamo fatti, ecc.
Adesso che i bimbi hanno compiuto 3 anni, la porta del bagno l'abbiamo messa
ed a loro, in effetti, del funzionamento del bagno non frega più niente
(adesso si interessano al funzionamento della serratura della porta).

- Tavolo basso. Per il primo anno di vita dei bimbi, abbiamo mangiato
con una tovaglia a terra insieme a loro. Poi abbiamo messo un tavolo basso per tutti (adulti compresi)
attorno al quale i bambini possono sedersi autonomamente: sono liberi di sedersi,
di servirsi, di mangiare, di andarsene, quando vogliono.


- I letti sono materassi. Per adesso i letti dei bambini sono semplicemente materassi in terra
(due grandi materassi a due piazze). In questo modo il letto diventa, di giorno, spazio per giocare,
per saltare, per fare capriole. I materassi possono essere spostati, tolti per lasciare libero tanto parquet oppure usati per fare capanne.
Un letto vero e proprio forse aiuta a dare raccoglimento al bambino ...
per il momento la possibilità di organizzare lo spazio secondo le esigenze
ci sembrava troppo bella.



- Parquet. Abbiamo parquet quasi ovunque, per poter giocare in terra comodamente.

- Pochi mobili, davvero mobili. Abbiamo ridotto i mobili all'essenziale.
Ci sono varie scaffalature aperte con molto materiale a portata dei bambini.
Ci sono vari cassoni con le ruote che si possono spostare a seconda dei momenti.
Per il resto abbiamo lasciato tanto parquet libero
dove si può giocare, ballare, correre, andare con i mezzi a spinta, rotolarsi, ecc.
Pensiamo che la possibilità di usare il corpo sia importante per i bambini.



- Parkour. Con i cassoni ci divertiamo spesso a creare dei percorsi
che di solito terminano con un grande salto sui loro materassi:
I bambini salgono dalla scala o dalla cassapanca bassa per andare sul cassone alto e poi saltare sui materassi.
(Il parkour, è quella disciplina spettacolare, ma pericolosa, che "consiste nell'eseguire un percorso, superando qualsiasi genere di ostacolo vi sia presente con la maggior efficienza di movimento possibile, adattando il proprio corpo all'ambiente circostante". Per gioco abbiamo preso a chiamare i nostri percorsi, parkour).

- Tutto (o quasi) alla loro portata. Quasi tutto è alla portata dei bambini. Certamente lo sono i loro giochi, i loro materiali, i loro vestiti. Ma anche il nostro materiale è alla loro portata. Abbiamo escluso
solo ciò che è veramente pericoloso come i coltelli molto affilati. Per il momento non è mai successo che abbiano sciupato qualcosa di noi adulti.

- Tanti libri ben esposti. I libri aprono la mente. Ne proviamo tanti. Quelli che atteschiscono di più li mettiamo (oppure li mettono i bambini) negli scaffali vicino ai letti che permettono di averli con le copertine ben in vista (vedi foto precedente). Avere il colpo d'occhio sui libri in uso al momento, rende molto più facile ai bambini avere voglia di prenderli e decidere quale prendere.

- Stanza dei giochi. Come avrete capito per il momento casa nostra sembra più un scuola materna che una casa. Abbiamo, per quanto ci è riuscito, cercato di rendere tutto accessibile ai bimbi.
Vi sono però due stanze speciali.
C'è una stanza che è riconosciuta come stanza di noi adulti: i bimbi vi hanno libero accesso ma sanno che è la nostra stanza in cui decidiamo noi adulti.
C'è una stanza dei giochi: gli adulti vi hanno libero accesso ma hanno imparato a capire
che in tale stanza decidono tutto i bambini. I bambini decidono come disporre i materiali (per lo più se ne occupa Luca), dove e cosa dipingere sui muri, quale sia la funzione dei giochi, ecc.


- Cupola.  Abbiamo messo nella stanza dei giochi una cupola per arrampicarsi. I bambini la adorano
ed è molto stimolante. Linda ha inventato molte posizioni e sequenze interessanti (capriole, testa in giù, ecc).

- Lasciare che lo spazio si organizzi da solo. Piuttosto che pensare la casa a priori, preferiamo lasciare che la casa cresca insieme a noi ed ai bambini. Preferiamo che la casa cresca da sola, piano piano, intorno alle esigenze ed alla fantasia di ciascuno di noi. Avremmo potuto arredarla secondo i soliti schemi fin dall'inizio ma ci è sembrato molto più stimolante lasciare a tutti la possibilità di provare a organizzare gli spazi.
Mi domando: è più sano e istruttivo organizzare e tenere la stanza dei giochi ben in ordine o lasciare i bambini liberi di gestirla come vogliono? Voglio dire, c'è più conoscenza dello spazio e delle sue caratteristiche da parte del bambino quando lo spazio è ordinato o quando è gestito dal bambino stesso?
E' una domanda che ci siamo posti onestamente. Però poi Luca ci dice che per lui gestire il suo spazio liberamente è molto importante e ce lo dice chiaramente, senza mezzi termini. Ed allora a noi piace ascoltarlo e pensare che se lui pensa così è perché sa che il suo ordine mentale è almeno valido quanto il nostro.

- Tanto legno grezzo. Abbiamo una casa in cui molti mobili sono di legno grezzo.
Questo rende possibile modificarli, colorarli, smontarli e riusarli in altro modo (la scala e lo scaffale con i libri, in una delle foto precedenti, sono fatti con legno riusato da altri mobili).
Quando i mobili sono di legno grezzo non ci si ammala perché i bimbi ci fanno un graffio o un frego.
Pensiamo che la casa sia un posto in cui poter vivere liberamente
e non che la casa sia un limite alla libertà della vita.

- Disegni, pareti, esposizioni. Disegnare è un'attività importante e bella. I bambini hanno sempre
a disposizione tanta carta, pennarelli, penne e matite, acquarelli, tempere.
Se non bastasse hanno a disposizione le pareti della stanza dei giochi dove disegnare e dipingere liberamente:



E se proprio uno non è contento può sempre disegnarsi addosso (come fa spesso Linda):


Da un po' di tempo abbiamo iniziato anche ad incorniciare ed appendere alcune delle loro opere alle pareti (vedere una delle foto precedenti). Questo fatto è piaciuto molto ai bambini.

Tane e nascondigli. A casa abbiamo varie tane e nascondigli: una piccola tenda da circo, un cassone in cui entrare, la cupola che può diventare rifugio quando coperta da un lenzuolo, ...
Tane e nascondigli sono importanti per la fantasia dei bambini in quanto legate all'idea di identità.
Penso in effetti che dovremmo crearne di più.

Niente televisione. Siamo da moltissimi anni abituati a stare senza televisore in casa.
Le serate vanno inventate.
Pensiamo che leggere, disegnare, saltare, giocare siano attività più interessanti
per un bambino di quanto lo sia stare seduti a guardare un cartone animato.
Non riesco bene a trovare la motivazione di fondo di questo pensiero ma so che questa
ruota intorno alle parole: passività, velocità delle informazioni, freddezza delle immagini,
solitudine, staticità del corpo.
Credo che tutto questo rimanda in qualche modo a una situazione di basso apprendimento
ma soprattutto, e questo è ciò che non mi piace, di bassa affettività.

Niente computer per adesso. Per motivi simili a quelli appena descritti per il momento
non abbiamo introdotto i bambini neanche all'uso del computer.
L'aspetto di passività può non esserci al computer e pensiamo che al computer
si possano fare delle attività interessanti. Tuttavia continuare a lavorare con carta, penna, colori, forbici, ... ci sembra ancora fondamentale per un bambino di 3 anni
per cui pensiamo che l'uso del computer può aspettare.
(Ho letto recentemente un articolo in cui si raccontava di uno studio che mostra
come la sempre più diffusa incapacità dei ragazzi di scrivere in corsivo
si traduce poi in incapacità di creare frasi e pensieri elaborati).

L'orologio delle attività. Abbiamo pensato di creare un orologio delle attività:


Abbiamo preso un orologio vero e funzionante ed abbiamo disegnato alcune
delle attività della giornata al posto dei numeri delle ore.
Abbiamo lasciato una lancetta sola così l'interpretazione dell'orologio è molto più diretta
ed ovviamente l'orologio sta alla loro altezza.

Era solo un'idea, un tentativo.
Ai bimbi è piaciuto tanto ed hanno capito come funziona.
In effetti è una cosa che ha grande interesse per loro: capire quando si deve andare a scuola,
quando si deve andare a nanna, ecc.
Via via crescerà.


La freccia della settimana. Analogamente a quanto fatto per l'orologio abbiamo tentato
una semplice idea anche per rappresentare i giorni della settimana
e per permettere ai bambini di orientarsi in questa direzione.


Si tratta per ora di un semplice foglio attaccato al muro con 5 pallini blu e 2 pallini rossi.
C'è poi una freccia adesiva per indicare il giorno in cui siamo.
Anche questa idea ha avuto più successo del previsto ed i bambini si sono affezionati al foglietto
sul muro perché permette loro di sapere tra l'altro quando si va a scuola e quando no.

Un esempio. Più di un anno fa Luca prese la scatola del trapano e mi chiedeva a cosa servisse.
Detto fatto ho preso il trapano ed ho fatto alcuni buchi in una cassapanca ed un paio di buchi nel muro. Avrei potuto farli in un pezzo di legno da buttare ma ho preferito farli
in posti dove rimanessero come ricordo.
Molto tempo dopo Luca trova tra gli attrezzi dello stucco e chiede a cosa serve:
abbiamo dato una spatola a Linda ed a Luca e li abbiamo lasciati tappare i buchi fatti in precedenza con il trapano.
Questa è una casa che si piega ai bisogni dei bambini.

Giochi. Abbiamo tanti giochi, cerchiamo di selezionarli bene, cerchiamo di comprare quelli più interessanti, stimolanti, fatti meglio ... Ma la verità è che abbiamo imparato
che i giochi non sono, almeno per i bambini piccoli, ciò che fa la differenza.
Credo di aver capito che ai piccoli ciò che veramente interessa sono gli spazi, i materiali, le simulazioni. E per simulare tutto va bene.


Dal basso verso l'alto.  L'altra cosa che facciamo è lasciare che la casa cresca da sola dal basso verso l'alto insieme ai bimbi. Per più di un anno l'unico spazio interessante era il pavimento.
Piano piano ci siamo alzati fino a raggiungere una settantina di centimetri e qualche piano di lavoro.
Adesso, molto lentamente, ci stiamo lanciando alla conquista delle pareti che avevamo sempre lasciato spoglie (tranne che nella stanza dei giochi dove erano tutte disegnate).


Questo facciamo.
Queste sono alcune delle cose che facciamo in casa.
Alcuni dei tentativi di far crescere bene i nostri bambini.
Perché, forse vale la pena di ricordarlo, si cresce una volta sola
e far crescere bene i bambini è più importante di tenere le pareti pulite.

Alcuni aspetti che abbiamo scoperto essere importanti sono:
spazio per l'uso del corpo, libri, disegno e manualità,
libertà dei bambini, non incanalare i loro pensieri e le loro azioni,

La casa siamo noi.
La casa siamo noi.
La casa siamo noi nel non cosciente.
La casa è l'abbraccio, il nostro abbraccio.
La casa è lo spazio dei pensieri.
La casa è la risposta psichica all'esigenza di crescere.